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Il caso

Emergenza idrica: imperiesi spreconi, lo dice l’Istat

La dispersione dei volumi immessi nella rete idrica è superiore al 35%

piazza dante

Imperia. Per fronteggiare l’emergenza idrica scatenata dal lungo periodo di siccità che sta interessando il territorio, la scorsa settimana il Comune di Imperia  ha invitato la cittadinanza ad un uso consapevole e moderato dell’acqua potabile, disponendo anche la chiusura della fontana di piazza Dante simbolo della città.

Un provvedimento condiviso e si auspica messo prontamente in essere da parte degli abitanti, il quale trova ragione anche nelle stime relative alle risorse idriche esistente diffuse nel mese di marzo dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

In particolare, secondo l’Istituto nazionale di statistica, a Imperia il 35,8% dei volumi d’acqua immessi nella rete idrica sono sprecati, quindi non impiegati per le opportune esigenze connesse al consumo umano, quindi per la cottura degli alimenti e l’igiene personale.

Ma i cittadini “spreconi” non sono solo a Imperia. Basti pensare che la dispersione di acqua, quindi il rapporto percentuale tra il volume totale disperso e il volume complessivamente immesso nella rete, supera il 20% anche negli altri capoluoghi della Liguria. Nel dettaglio: 36% a La Spezia; 25,20% a Savona e 23,90% a Genova.

A livello nazionale, le perdite idriche più elevate sono state registrate a Frosinone (71,90%), Tempio Pausania (68,60%) e Campobasso (67,20%). Le più basse invece a Macerata (6,60%), Foggia (8,00%) e Udine (9,40%). In tutta la Penisola è stata registrata una dispersione complessiva di circa 1 miliardo di metri cubici.

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