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Cgil, Cisl e Uil prendono le distanze sulla querelle tra Faisa e Riviera Trasporti

Dopo la sentenza che condanna l'azienda al pagamento di quasi un milione e mezzo di euro

Imperia. Cgil, Cisl e Uil prendono le distanze sulla partita aperta tra Faisa Cisal e Riviera Trasporti quest’ultima condannata dal tribunale al pagamento di quasi un milione e mezzo di euro.

“Smentiamo l’affermazione secondo cui queste sigle sindacali starebbero mettendo in dubbio la validità dell’accordo firmato in data 23/02/15 – dicono i segretari provinciali di categoria – La sentenza (che tra l’altro nessuno ha ancora visto) ha prodotto un dispositivo che dà ragione ai lavoratori per gli arretrati dal momento della disdetta ad oggi, ma questo non vuole assolutamente dire che l’accordo sia superato. Il tavolo della concertazione ha visto la presenza di tutte le 5 sigle presenti in azienda dando ad ognuna la facoltà di poter apportare modifiche e sollevare le proprie mozioni”.

Viene anche spiegato che “le segreterie hanno portato al vaglio dei lavoratori, tramite apposito referendum, il testo dell’accordo, alla tornata referendaria hanno partecipato tutti i dipendenti RT, erano presenti ai seggi anche membri nominati dalla Faisa-Cisal, ed è emerso che una maggioranza si è espressa a favore. In caso contrario avremmo continuato anche noi con le cause, per cui il personale tutto ha avuto la possibilità di influenzare le nostre scelte”.

Nella nota stampa si legge inoltre che “anche i dipendenti iscritti agli scriventi sindacati hanno intrapreso la via legale, ma raggiunto l’obiettivo della conservazione dei posti di lavoro minacciati da una dichiarazione di esuberi, e ripristinata la totalità degli accordi precedenti che in alcuni casi sono stati addirittura migliorati, hanno scelto la strada del buon senso e permesso alla Nostra azienda di superare lo stato di crisi dovuto anche al sotto finanziamento da parte degli enti preposti.
Da subito abbiamo dichiarato, a voce e per iscritto, che gli effetti economici di tale accordo dovessero ricadere, erga omnes, su tutto il personale (ricorrente in giudizio oppure no).
Oggi questa circostanza mette in serio pericolo l’incolumità dell’azienda, ma soprattutto le condizioni di lavoro ed economiche, non solo del restante personale (più di 250 famiglie), ma dei lavoratori tutti di Riviera Trasporti”.

Infine ribadiscono di “aver appreso tramite una lettera inviata dal Presidente a ogni dipendente, la proposta ultima formulata per chiudere la vicenda e lo invitiamo a perseguire con tenacia e convinzione questa soluzione che conferma e speriamo rafforzi l’accordo che tiene in piedi la Riviera Trasporti con la sottoscrizione anche della 5 sigla sindacale presente in azienda”.

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