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Il capitano Paolo De Alescandris lascia il comando della compagnia dei carabinieri di Sanremo

Dopo quattro anni al servizio della città, andrà a Messina per ricoprire un incarico prestigioso

Sanremo. Dopo quattro anni al comando della compagnia dei carabinieri di Sanremo, il capitano Paolo De Alescandris, 32enne originario di Frosinone, lascia la “città dei fiori” per raggiungere la Sicilia e ricoprire un nuovo e prestigioso incarico.
Giunto a Sanremo il 29 agosto 2013, dopo aver comandato il nucleo operativo e radiomobile di Avellino, l’allora tenente dell’Arma De Alescandris ha iniziato fin da subito a dimostrare il suo valore con una serie di interventi volti a minare il racket della droga.

Nel 2014, ad esempio, indagini da lui condotte e sfociate nell’operazione “Colombo” hanno portato all’arresto di tre magrebini che, insieme ad altri cinque extracomunitari (anch’essi assicurati alla giustizia) avevano creato una rete di spaccio operante davanti alle scuole di Sanremo. Hashish, ma anche eroina, destinati ad essere consumati da giovanissimi. Un lavoro di indagini “vecchio stampo”, che ha visto i militari impegnati a monitorare gli spostamenti degli spacciatori e dei ragazzi diventati loro clienti durante le pause scolastiche, all’entrata e all’uscita della scuola, ma anche in orari serali, nei luoghi dove si ritrovano i giovani.
Degno di nota anche l’arresto, nel settembre del 2015, di Nino Cotelucci, il nipote Tiziano e Paolo De Vincenzi: tre coltivatori diretti che avevano messo in piedi una piantagione di droga sulle colline di Coldirodi. E’ qui che, grazie a indagini coordinate sempre da De Alescandris, i carabinieri hanno trovato duemila piante di cannabis indica: un sequestro record, visto che la tonnellata di materia vegetale trovata avrebbe portato a ricavare stupefacente per due milioni di euro di valore.

Il mese successivo un altro arresto allo spaccio di droga con l’operazione “Sinergia”, che ha visto lavorare fianco a fianco i carabinieri di Sanremo e quelli di Bordighera. Due le serre sequestrate, in quell’occasione, a Ospedaletti: 400 piantine di cannabis alte 2 metri e 32 chilogrammi di marijuana già stoccati in cassette e pronti per essere commercializzati. L’operazione, che vide i carabinieri fingersi escursionisti intenti a fotografare il paesaggio (mentre invece tenevano d’occhio i movimenti dei coltivatori) portò all’arresto di due persone, padre e figlio.

Ma l’operazione che più di tutte ha impegnato De Alescandris e i suoi uomini è stata quella denominata “Porta a Porta” che ha portato dodici persone in carcere, una agli arresti domiciliari e sette divieti di dimora nella provincia di Imperia nei confronti di altrettante persone tutte coinvolte nello spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto hashish e cocaina.
Le indagini, iniziate nel marzo del 2016, si sono concluse con l’esecuzione delle misure cautelari nei confronti di diciotto stranieri e due italiani, considerate figure apicali dell’organizzazione criminale. Una maxi operazione, quella coordinata dal capitano, che ha visto in campo 100 militari in campo coadiuvati dal nucleo cinofili e dall’elicottero del 15esimo NEC di Villanova d’Albenga.

Anche casi delicati sono stati risolti da De Alescandris, come il tentato omicidio di Alessio Barillari, ferito gravemente lo scorso aprile dai colpi di pistola esplosi da un uomo che rimarrà “sconosciuto” solo per poche ore: le indagini dei carabinieri, infatti, porteranno all’arresto del 27enne Antony Placido. Alla base del tentato omicidio, il movente passionale. 
Così come è stato trovato l’assassino di Mohmed Edi, giovane tunisino ammazzato per questioni di droga nel 2014 e trovato morto nei boschi sulle alture di Sanremo. Le indagini, guidate dal capitano Paolo De Alescandris e dal tenente Paolo Bonfanti, e la robustezza degli indizi raccolti hanno portato all’arresto di Massimo Passaro, della convivente Roberta Alberti e della madre dell’uomo, Teresa Biga, accusati di soppressione di cadavere.
Sempre nel 2014, le indagini del capitano dell’Arma portano all’arresto di Lorenzo Musso che il 4 agosto dell’anno prima era stato il mandante dell’incendio che distrusse, in parte, il mercato annonario di Sanremo, danneggiando diversi banchi per qualche centinaia di migliaia di euro. L’incendio risultò essere una “vendetta” di Musso nei confronti della sua ex fidanzata, che aveva un banco proprio nel mercato: un caso di stalking particolarmente violento, fermato prima che potesse trasformarsi in qualcosa di ancora più grave.

Oltre a combattere l’illegalità, il capitano Paolo De Alescandris si è distinto per la sua grande umanità e professionalità: in particolare il 13 febbraio 2016, quando salì sul tetto di un palazzo in piazza Colombo per impedire ad un uomo di suicidarsi. Per quest’azione, all’ufficiale è stato recentemente conferito un encomio. 
Impegnato a diffondere la cultura della legalità, il capitano ha tenuto cicli di incontri nelle scuole e invitato gli studenti in caserma. Oltre all’importante approccio con i giovanissimi, De Alescandris ha parlato spesso anche agli anziani, tenendo conferenze per prevenire truffe ai danni delle fasce più deboli della popolazione.

Il capitano Paolo De Alescandris, sposato e padre di una bambina, lascerà la caserma di Villa Giulia alla volta di Messina nella prima settimana di settembre.

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