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Aumentato i furti d’identità in provincia di Imperia, complice il web

Lo rivela la 24esima edizione dell’Osservatorio sui furti d’identità e le frodi creditizie del Crif

Imperia. Orami i ladri  non si limitano a svaligiare soltanto le nostre case ma sono sempre più interessati ai dati personali che possono rubare aprendo le porte dei nostri account di posta elettronica, dei social network, di tutte le piattaforme con format compilati dove possono acquisire i numeri e i codici di conti correnti e carte di credito.

Il fenomeno delle frodi creditizie e dei furti di identità attraverso il web è in forte aumento anche in provincia di Imperia, dove lo scorso anno sono state 69 le frodi commesse su un totale di 582 truffe scoperte in Liguria e 26.119 nel resto d’Italia.

Lo rivela la 24esima edizione dell’Osservatorio sui furti d’identità e le frodi creditizie, realizzato da Crif, che conteggia i reati perpetrati attraverso un furto di identità, con il successivo uso illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, e i casi di emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità.

Nel dettaglio, l’esame della casistica ha rilevato che la maggioranza delle vittime sono gli uomini (64,3%) mentre l’incidenza delle donne è in lieve calo (-0,5%) rispetto al 2015. La fascia d’età più colpita è quella tra 41 e 50 anni (26,3% del totale ma in calo del -5,7% sul 2015), mentre gli under 30 sono la fascia con il maggior incremento su base annua (+11,3%). Anche nel 2016 il prestito finalizzato è stata a tipologia di credito più colpita con il 64,3% dei casi, anche se in notevole calo su base annua (-13,48%). In preoccupante crescita sono le frodi su carte di credito (+79%), che arrivano al 18,5% del totale

Come si legge scritto su un recente articolo de Il Sole 24 Ore, “di solito la vittima scopre di aver subito una frode nel momento in cui riceve il sollecito da parte di una banca o di una società di recupero per il pagamento di rate di finanziamenti che non ha mai attivato, ma attraverso i quali sono stati acquistati beni o servizi a suo nome. Cresce però il numero di chi scopre il reato attraverso l’attenta verifica degli estratti conto o sistemi di alert che segnalano transazioni indebite o l’accensione di un finanziamento a proprio nome”.

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