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Anziani maltrattati al Cicalotto, il pm chiede al giudice il processo per 9 indagati foto

La struttura ha già annunciato che si costituirà parte civile

Imperia. Sono nove le persone per le quali la Procura della Repubblica di Imperia ha chiesto il rinvio a giudizio per l’inchiesta relativa ai maltrattamenti subiti dagli anziani ospiti della struttura residenziale di Riabilitazione psichiatrica “Il Cicalotto” di Pornassio. Ora spetterà al giudice per le udienze preliminari se accogliere o meno le istanze di procedere nei confronti delle persone indagate per una vicenda che ha visto impegnati gli uomini delle fiamme gialle. La rsa ha già preannunciato che si costituirà parte civile.

La Procura ha raccolto un insieme di prove e i testi di alcune conversazioni intercettate e riprese dalle cimici e dalle telecamere della guardia di finanza all’interno della struttura coordinata dal pm Antonella Politi. A finire nei guai sono Massimo Deperi,  Vjollca Ferhati, Elena Stoica,  Jacopo Pisaturo, Barbara Canestro, Alessandra Capozza, Barbara Armonti, Gleda Aschero, Daniela Arranga. Altre quattro persone erano già state denunciate a piede libero.

Già nel mese di marzo gli avvocati difensori avevano ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ma ora si è arrivati al giro di boa e gli atti sono finiti dal gup. Nel corso dell’attività investigativa sarebbero emerse delle strane “sparizioni” di farmaci ad uso personale. Furti che sarebbero stati ripresi dalle telecamere posizionate dalla guardia di finanza su disposizione della magistratura di Imperia.

Al centro dell’inchiesta restano quelle ripetute vessazioni durate “svariati mesi se non anni”, si legge nel provvedimento, che hanno creato uno stato d’animo di angoscia e paura nelle vittime, tutti pazienti anziani, disabili psichici con gravi difficoltà motorie e non autosufficienti. Ad imprecazioni e offese si aggiungevano, molto spesso, la mancanza delle cure primarie, come provvedere alla loro igiene personale. Nei filmati si vedono più episodi in cui i pazienti, dopo essersi tolti gli abiti ed essersi sporcati, venivano lasciati da soli, per terra, anche due o tre ore. I reati ipotizzati sono quelli di maltrattamento e abbandono di incapace, omessa vigilanza e anche di peculato per i misteriosi furti dei farmaci.

Tutta l’inchiesta era scattata nel corso dell’estate 2016 quando, a fronte di alcune segnalazioni, gli uomini delle fiamme gialle avevano piazzato delle telecamere per registrare quanto accadeva all’interno della residenza, che contava una sessantina di ospiti con problemi psichiatrici, spesso correlati a dipendenza da alcol o stupefacenti. Tra loro, e sarebbero le principali vittime dei maltrattamenti da parte degli operatori colpiti dalla misura cautelare, anche alcuni anziani provenienti da un ex manicomio del Bresciano. Per mesi i finanzieri hanno raccolto le prove dei maltrattamenti, osservando grazie alle microcamere puntate su letti, corridoi e altri spazi comuni, le angherie subite dagli ospiti.

 

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