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Anche Sanremo piange Jerry Lewis, negli anni ’80 fece sbellicare dalle risate la platea dell’Ariston

L’attore, regista e cantante americano si è spento domenica sera all’età di 91 anni nella sua casa di Las Vegas

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Sanremo. Il mondo dello spettacolo internazionale piange Jerry Lewis. L’attore, regista e cantante americano si è spento domenica sera all’età di 91 anni nella sua casa di Las Vegas.

Nato il 16 marzo del 1926 a Newark, nel New Jersey, Lewis – all’anagrafe Joseph Levitch – è stato uno dei più grandi showman del Novecento. Figlio d’arte e della cultura ebraica, questa leggenda della comicità è cresciuta nel baule degli artisti di varietà. Ha scoperto la sua vocazione alla risata all’età di 5 cinque anni, appena un bambino. E d’altra parte, furono soprattutto i bambini i suoi più grandi fan, anche quelli di Sanremo.

Non tutti forse ricordano, infatti, che all’inizio degli anni ’80 Lewis e il suo mitico personaggio, “Picchiatello”, approdarono sul palco del Teatro Ariston. Era il gennaio 1983 e l’attore si esibì in uno spettacolo da 130 milioni di lire organizzato da Angelo Esposito. Ad accompagnarlo un complesso musicale formato da 21 professionisti dell’orchestra della Rai di Milano e otto ritmici americani. Il coro era formato da sole donne, tutte “made in Usa”. “Picchiatello” cantò, ballò, imitò i personaggi del cinema e della politica. Le sue gag fecero sbellicare dalle risate tutti i ragazzini, ma anche gli adulti, che affollarono la sala.

Quello spettacolo del resto segnò il ritorno in Italia di Lewis dopo un’assenza di quasi 15 anni. Era attesissimo. Alcuni ancora ne parlano, ripercorrendo con la stessa nostalgia i suoi innumerevoli, divertenti  film – circa 40, di cui più di 10 da regista – e che insieme alle infinite esibizioni sui palchi, gli valsero il Golden Globe, il Bafta e il Leone d’oro alla carriera a Venezia (1999), il Jean Hersholt Humanitarian Award dall’Academy (2009) e una retrospettiva al MoMa di New York (2016).

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