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Verde urbano pubblico e privato a Ventimiglia, scontro tra il sindaco e il consigliere Iachino

E' stato approvato anche il regolamento degli orti urbani comunali

Ventimiglia. Durante il consiglio comunale di Ventimiglia è stato approvato all’unanimità il regolamento del verde urbano pubblico e privato del comune di Ventimiglia e i due emendamenti proposti dalla consigliera Malivindi.

“Il regolamento del verde era necessario perché il Comune non era ancora dotato di questo strumento ed appariva necessario per regolamentare la materia - spiega la vicesindaco Silvia SciandraCi verranno chieste delle scelte per sostituire poi tutti i palmeti che si sono ammalati causa del punteruolo rosso. Due gli aspetti caratterizzanti: volontà di salvaguardare il territorio dall’uso di elementi chimici che rendono il terreno impoverito e difficilmente recuperabile. Prevede il divieto dell’uso di sostanze a soluzione salina. È un modo per rispettare la fascia d’acqua perché poi le sostanze transitano nelle aree acquifere. L’altro aspetto deriva dalla richiesta portataci dagli agricoltori. La presenza di terreni non più coltivati accanto a quelli coltivati rendono più faticoso il loro lavoro. Per aiutare un ritorno alla coltivazione del territorio si è previsto nel regolamento un fascia di rispetto affinché anche chi non coltiva più debba mantenere comunque in ordine il terreno”. La consigliera Malivindi con i due emendamenti sottolinea l’importanza di avere un piano del verde che preveda una pianificazione ambientale. “Bisogna conoscere le piante sul territorio. Richiedo perciò un censimento degli alberi”.

La consigliera Acquista interviene sull’argomento: “Prevede l’individuazione di aree che saranno destinate a orti”. Il consigliere Lazzaretti sottolinea: “Non sono state prese in considerazione tutte le norme. Le sanzioni sono in una prospettiva giusta e non sono neanche troppo severe affinché possano educare i cittadini alla cultura del verde. Un regolamento può aiutare a sviluppare una cultura del verde che non è molto elevata. Le aree verdi sono anche un contrasto all’inquinamento”.

Il consigliere Iachino interviene: “Sono contento che sia portato avanti questo progetto. Voterò a favore, mi duole che sia stato presentato solo ora. Non c’erano regolamenti, né sanzioni per azioni come quella che invece di abbattere tre alberi ne sono stati abbattuti dieci. È stata prima applicata la regola poco corretta che abbattere è meglio di curare e quindi anche successivamente ci sono stati altri abbattimenti che non so se in quel caso era stata rispettata la perizia dell’agronomo. In futuro il regolamento eviterà situazioni spiacevoli come questa ed sopranomi spiacevoli che sono stati affibbiati al responsabile”. Il sindaco Ioculano attacca il consigliere: “Se ci fosse stato un regolamento si sarebbero evitate certe situazioni. Poteva darci degli imput. Oggi arriviamo ad un risultato che è estremamente positivo. È giusto darsi delle tempistiche. Io la inviterei a non fare dei commenti che sono inappropriati. Su appellativi e quanto altro, abbia lo stesso rispetto nei nostri confronti che noi abbiamo per lei. Non sono accettabili titoli o epiteti. Se avesse sbagliato lei cosa avrebbe fatto? Se siamo venuti qua a farci deridere, lei ha proprio sbagliato la sede”. Alla sfuriata del primo cittadino Iachino risponde: “Penso di non aver offeso nessuno. Io sono stato totalmente pacato”.

La consigliera Malivindi, dopo il dibattito acceso, interviene nuovamente proponendo una riflessione: “Ho pensato ad una cosa, ovvero per gli abbattimenti in area privata secondo me sarebbe bene introdurre un differenziazione tra area urbana è quella rurale. L’area urbana è necessario che venga curata dall’amministrazione dal punto di vista igienico, sociale, culturale, economico perché le situazioni in aree verdi sono più care. Ventimiglia ha anche tutto un territorio che si può considerare campagna. Non è il caso di differenziare gli abbattimenti secondo le aree se uno deve abbattere un albero di due metri in pieno centro, ma se l’albero si trova in piena campagna il discorso è diverso. Dovremmo differenziare per aree”. Ballestra afferma: “E’ possibile creare problemi a qualcuno, credo anche all’ente. Quando si impongono degli obblighi ai privati, mi riferisco all’articolo 17 sulla salvaguardia dal punto di vista sanitaria e in particolare della processionaria, come possiamo pensare che un cittadino possa occuparsi degli interventi sulla processionaria da solo? Visto che vi sono tanti boschi di privati, e lo stesso comune ha diversi boschi, se non fa l’intervento che succede? Si fa la multa da solo? Se ho una proprietà del comune vicino che non è pulita io cosa faccio. Penso che possa dare problemi non solo ai privati anche per gli stralci”

La vicesindaco Sciandra specifica: “Il regolamento non si applica agli alberi da frutta, alle piante di ulivo, alle piante rampicanti sulle sponde di un rio, alle piante di formazione forestale o non, per cui ci possono essere situazioni particolari in cui non entriamo. Intende disciplinare più specificamente le piante ornamentali. Lo sfalcio, mi sono anche io posto il problema, dobbiamo fare fronte anche ad un pericolo di incendi. Abbiamo previsto 25 metri da un fabbricato. Per la proposta di una pianificazione ambientale sono d’accordo con la Malivindi. Richiede un processo più lungo, sarà una cosa da studiare in proseguo.

In seguito è stato approvato anche il regolamento degli orti urbani comunali. Ballestra ha votato contro. “Questo regolamento integra il regolamento precedente. Definisce i criteri generali con cui vengono segnalatele aree. Lo scopo è quello di attivare un tessuto sociale di integrazione. La durata di assegnazione è triennale - spiega la vicesindaco- L’area potrà essere assegnata sia a privati che alle associazioni, che si dovranno occupare della sistemazione e pulizia del proprio orto, contribuire alla pulizia degli spazi comuni, pagare un canone, versare una quota di luce e d’acqua. Si potranno coltivare frutta, ortaggi, olivi e i fiori eduli”.

Nazzari aggiunge: “Alla pratica che condivido bisogna aggiungere la coltivazione di fichi e propongo che agli individui, a cui varrà assegnata l’area, possano vendere poi i prodotti al mercato”. Sciandra risponde: “Si sta già pensando ad una modifica del mercato coperto per realizzare un percorso che porti più persone che fanno coltivazione biologica o di un certo tipo”. Nazzari replica: “Non abbiamo un regolamento per i commerciali. Uno può avere il cinquanta percento di prodotti di altri contadini basta che abbia quel prodotto nel suo. Il nostro regolamento è vago. Dobbiamo rifarlo”.

Acquista dice: “La pratica vuole sottolineare dei valori fondamentali. L’attenzione è rivolta alle categorie più fragili”. Leuzzi afferma: “Gli orti urbani hanno una valenza educativa magari possono essere usati nelle scuole, per sensibilizzazione degli stili di vita”. Lazzaretti: “La coltura dell’orto è diffusa da noi ma è rivolta all’autoconsumo”.

Ballestra mette in risalto un aspetto interessante: “Se un privato decidesse di dare al comune un terreno per gli orti, in questo caso il comune fa pagare lo stesso agli affidatari? Poi riguardo alla metratura, le aree di superficie sono tra i cinquanta e i duecento metri, proverei a farla più specifica per esempio per gli ulivi”.

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