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Ventimiglia, “Non siamo no borders”. Apre oggi l’info point di via Tenda: ecco come funzionerà foto

Un magazzino ordinato, pc e monitor, caricabatterie e una stanza separata da una tendina dove ricevere informazioni legali

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Ventimiglia. “Non siamo no borders”. Lo dicono chiaro e tondo, mentre si presentano, i volontari che oggi pomeriggio alzeranno le serrande dell’info legal point in via Tenda, al civico 8/c. Dopo giorni di polemiche, che questi ragazzi venuti da tutta Italia ancora non riescono del tutto a capire, l’apertura al momento non può essere che provvisoria: non si tirano indietro, però, davanti ai giornalisti per spiegare con quale spirito e perché è nato il loro progetto “Eufemia” e a cosa servirà.

“Ci teniamo a far emergere che il nostro servizio non è alternativo a quello delle istituzioni, ma complementare”, sono queste le prime dichiarazioni di Stefano, uno dei responsabili dell’info point gestito da tre associazioni:“Iris”, “Popoli in Arte” e il Progetto “ Melting Pot Europa”.
Complementarità, anche perché l’info point allestito dalla Croix Rouge Monegasque in piazza Cesare Battisti, non è nato per far ricaricare i cellulari, né per permettere a chi lo vorrà – previo appuntamento – di navigare su internet o utilizzare i social per contattare la famiglia. “Tra l’altro è stato un puro caso che l’apertura del nostro spazio avvenisse quasi in contemporanea con quella dell’info point”, spiega Stefano, “Abbiamo sentito spesso parlare della volontà del Comune e della CRI di allestirlo: poi, che venisse aperto proprio in questi giorni, è stata una pura coincidenza”.

eufemia info point

Oltre a internet e prese per ricaricare i cellulari, il progetto “Eufemia” si appoggerà anche ad avvocati che forniranno in modo totalmente gratuito le loro consulenze: “Questo servizio dovrebbe partire la prossima settimana”, spiega Stefano. Il condizionale è d’obbligo, visto il clima di forte contrasto che si è creato intorno al gruppo. Eppure i “solidali”, così si definiscono i volontari, vorrebbero solo riuscire a spiegare alle istituzioni e ai cittadini quali sono i loro intenti.

“Sentivamo il bisogno di aprire questo spazio che a Ventimiglia mancava”, continua Stefano, “Quando abbiamo deciso abbiamo inviato una mail formale al Comune, alla Prefettura e al comitato di quartiere senza mai ricevere alcuna risposta. Dall’amministrazione qualcuno ha chiamato i volontari dell’associazione Popoli in Arte. Ma a parte quello, nulla. Abbiamo allora provato sia telefonicamente che attraverso mail, a richiedere un incontro. Ad oggi non ci ha risposto nessuno”. Eppure l’obiettivo di Eufemia è quello di “aprirsi a tutti”: “Stiamo parlando con tutti. Ong, associazioni del territorio e di fuori. L’obiettivo è avere una progettualità condivisa di più lungo periodo. Ci piacerebbe che i residenti condividessero con noi i loro progetti, culturali e sociali, e che si lavorasse insieme per migliorare la situazione”.

Se la chiusura delle istituzioni resta, per i solidali, incomprensibile, lo è meno quella delle persone comuni, dei cittadini che da tre anni vivono in un’emergenza continua. “Qui le persone, che siano migranti o cittadini che abitano alle Gianchette non sono più trattate come persone: il problema nasce da qui”, spiega Stefano, “Manca la capacità di ascoltare. Per quanto riguarda la situazione dei migranti, è chiaro il fallimento delle istituzioni. Le politiche della polizia servono per “allegerire” e basta. Ma trasferire persone senza il loro consenso e senza spiegare quale sarà la loro destinazione una volta saliti sui pullman è una vera e propria “deportazione”, parola che – lo si legge nel vocabolario di italiano – significa trasferimento coatto”.

eufemia info point

Per evitare resse di fronte al locale, i solidali metteranno in campo una serie di strategie. Oltre a regole precise che verranno adottate per il funzionamento di Eufemia“Si aprirà solo al pomeriggio di giovedì, venerdì e sabato. I ragazzi potranno venire qui solo su appuntamento. La mattina i solidali raccoglieranno per la città le richieste di aiuto insieme a dei mediatori che parlano arabo. Saranno tutti armati di un tesserino di riconoscimento. Chi entrerà potrà stare per un tempo limitato e solo per prendere informazioni. Ovviamente questo vale sia per i migranti che per i cittadini: lo spazio è per tutti”.  “L’obiettivo di Eufemia è quello di offrire informazioni non solo ai migranti, ma all’intero quartiere”, aggiunge Stefano, “Roverino è una frazione abbandonata da molti anni, una periferia disastrata. Ne siamo coscienti e non è nostra intenzione aggravare la situazione”.

Un altro servizio sarà quello di distribuzione di vestiario, kit igienici forniti da Medici Senza Frontiere e coperte. La distribuzione non avverrà all’interno del locale: “Andremo a portare le cose direttamente laddove i migranti si trovano”.

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