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Ventimiglia, info legal point per migranti? “No, grazie”: il disappunto del comitato di via Tenda e Gianchette

Oggi è prevista l'inaugurazione del locale: "Riporterà il quartiere nel caos"

Ventimiglia. Fa discutere la decisione di aprire un info legal point per migranti al civico 8 di via Tenda. Oltre al sindaco Enrico Ioculano, che ha espresso la sua contrarietà, ribadendo che i migranti ricevono già tutte le informazioni necessarie al Parco Roja, ad esprimere il proprio disappunto è anche il comitato via Tenda – Gianchette: “Con la decisione tassativa della chiusura della chiesa per l’accoglienza dei migranti ecco che un’associazione, composta da più associazioni, apre un infopoint, un punto per prestare servizio di assistenza legale (gratuita), servizio fax fotocopie, internet point, per migranti e non, bene, direte cosa c’è di male? Probabilmente con la chiusura della chiesa via Tenda avrebbe tirato un respiro di sollievo, con l’apertura dell’infopoint saremo di nuovo a capo di una situazione senza fine”, dichiara il comitato.

Gli abitanti del rione che da ormai due anni vive in pieno l’emergenza migranti hanno appreso dell’info-point da una serie di volantini che hanno trovato nella propria buca delle lettere nei quali “è scritto che il centro è aperto a tutti, ma si sa che in pratica è aperto esclusivamente per assistenza ai migranti”.

La paura ovviamente è una sola: “Si creerà un nuovo punto di ritrovo, bivacco, e stallo per queste persone, andando a disturbare così un nuovo settore di via Tenda, ci chiediamo se le persone che hanno queste iniziative abbiano una coscienza, se sono consci del disagio che porteranno di nuovo al quartiere, affondandolo sempre di più nel caos, nella spazzatura, e nello specchietto per le allodole della microcriminalità”, spiega il comitato, “Il quartiere delle Gianchette ha dato tanto e ora è saturo e non ha più nulla da dare, se non disperazione di notti insonni e caos generale”.

“Ci rivolgiamo a queste associazioni e a chi ha concesso l’affitto di questo locale per questo scopo chiedendo di non creare un nuovo punto di incontro e disordine pubblico”, conclude il comitato, “Finalmente se con la chiusura della chiesa si sarebbe ovviato al problema dello stallo nel fiume col progressivo spostamento al campo, ora i migranti saranno spinti nuovamente a restare al fiume”.

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