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Scavi a Riva Ligure, Giuffra “È molto importante scoprire il passato per vivere al meglio il presente” foto

Quella di Costa Balenae risulta una delle pagine più misteriose della storia ligure. Il 25 luglio sarà organizzata una giornata "porte aperte" sul sito archeologico

Riva Ligure. Quella di Costa Balenae risulta una delle pagine più misteriose della storia ligure. È mistero il nome, probabilmente derivato dalla divinità ligure Bellenus, avvicinato dai Romani ad Apollo, è mistero la fine di questo insediamento, forse distrutto dall’invasione dei Longobardi di Rotari nel 643, sicuramente contratto dal pericolo saraceno del X secolo, è mistero la riduzione dell’edificio sacro originale, è mistero il contenuto di molte tombe non ancora esplorate.

Si attendono nuove indagini che pongano nuovi tasselli a questa appassionante vicenda, come quelle che sono riprese lo scorso 19 giugno, sotto la direzione del prof. Philippe Pergola, decano e professore ordinario di Topografia cristiana dell’Orbis christianus antiquus presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana a Roma e Directeur de Recherche au C.N.R.S. presso l’Université d’Aix-Marseille (Laboratoire d’Archéologie Médiévale e Moderne en Méditerranée – Maison Méditerranéenne des Sciences de l’Homme), con la guida del cantiere di Alessandro Garrisi, Elia Kass Hanna e Gabriele Castiglia.

I primi scavi – è giusto ricordare – furono iniziati da un nome illustre dell’archeologia ligure, Nino Lamboglia, per poi essere proseguiti negli anni dai funzionari della Soprintendenza Archeologia della Liguria Dott.ri Gian Piero Martino, Alessandra Frondoni, Luigi Gambaro e Aurora Cagnana.

Lo scavo di Riva Ligure rientra nelle iniziative sul campo riconosciute nell’ambito della convenzione per l’archeologia transfrontaliera tra i Ministeri dei Beni Culturali italiano e francese, firmato a Nizza nel 2007, la quale, dopo uno fase di stallo, è in corso di rielaborazione. Dal 2014 è in opera uno scavo in concessione al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma da parte del Ministero per i Beni Culturali.

Il sito è archeologicamente significativo in quanto custodisce i resti della Chiesa Cristiana più antica del ponente ligure, tanto da essere, secondo l’ipotesi del Prof. Pergola, al tempo, il fulcro della diocesi di Albenga, da cui partì la conversione verso la città di Ventimiglia. I resti della basilica furono scoperti nel 1800 quando venne sistemata la Via Aurelia e sebbene ciò riportò in vita questi tesori, dall’altra parte ne distrusse una parte, ormai irrecuperabile, spezzando la chiesa in due zone.

Dai recenti ritrovamenti, si è scoperto che nei pressi della Chiesa ci fosse una grande villa romana, che ebbe verosimilmente funzione di “Statio” (probabilmente la località antica nota come Costa Balenae), vale a dire una locanda pubblica, dove si svolgevano attività agricole e si offriva riparo per la notte. La Statio, questa l’ipotesi più accreditata, sorgeva vicino al Capo Don per la vicinanza al porto canale ipotizzato alla foce dell’Argentina. La Statio è stata datata tra il I e il IV secolo d.C. mentre la grande basilica venne costruita all’inizio del VI secolo. La struttura cristiana è di per se grandiosa in quanto si presume misurasse 30 metri di lunghezza, contro i 10 di molte chiese rurali dell’epoca, come in diversi casi del vicino Piemonte, ad esempio. Erano presenti un battistero ed un grande cimitero, si presume quindi che la struttura fosse al centro della comunità locale.

“Anche quest’anno – dichiarano il sindaco Giorgio Giuffra ed il presidente del Consiglio Martina Garibaldi - la Civica Amministrazione ha voluto sostenere la campagna scavi presso il sito archeologico di Capo Don”. “È molto importante – continuano Giorgio Giuffra e Martina Garibaldi – scoprire e far conoscere il passato per vivere al meglio il presente ed il futuro. Ringraziamo la Diocesi di Ventimiglia Sanremo, nella persona del Vescovo Antonio Suetta, per averci affiancato nel progetto mediante l’erogazione di un importante contributo”.

Il 25 luglio sarà organizzata una giornata “porte aperte” sul sito archeologico (visita gratuita aperta a tutti, prevista alle 16), mentre la sera, in Piazza Matteotti (alle 21:15), saranno presentati i risultati della campagna di scavo 2017 che si concluderà il successivo 28.

“Abbiamo deciso di organizzare – concludono il sindaco ed il presidente del Consiglio - una giornata formativa al fine di sensibilizzare ed avvicinare i cittadini ed i turisti al ricco ed originale patrimonio archeologico, unico in tutto l’estremo ponente ligure”.

Durante la serata di presentazione della campagna di scavo 2017, potrebbe essere ufficializzata l’installazione della Stele di Maria, una lapide funeraria di una nobildonna romana risalente all’inizio del settimo secolo, all’interno dello Spazio Espositivo Multimediale di prossima apertura. “Potrebbe essere – dichiarano, senza sbottonarsi, Giuffra e Garibaldi – la classica ciliegina sulla torta”.

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