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Santo Stefano al Mare, insultati perché omosessuali. La denuncia: “Ci hanno detto di buttarci a mare”

Protagonista un gruppo di quindicenni. La condanna di Mia Arcigay: "Episodio gravissimo"

Santo Stefano al Mare. Grave episodio di omofobia nella città balneare dove giovani due turisti piemontesi sono stati oggetto di scherno da parte di un gruppo di ragazzini per la loro omosessualità. La denuncia arriva da Marco Antei, presidente di Mia Arcigay Imperia, che ha accolto la denuncia del 24enne Gabriele Cutolo, vittima di ingiurie a chiaro stampo omofonico, e ha condannato con forza l’accaduto.

Era seduto su una panchina di fronte al dehor di un bar insieme al suo compagno, Gabriele Cutolo, quando un gruppo di ragazzini di età apparente tra i 14 e i 15 anni, ha iniziato ad additare la coppia e a schernirla. La “colpa”: quella di non essere eterosessuali. “Ma sono gay? gay di merda!”, hanno detto i ragazzini, rivolti alla coppia di giovani poco più grandi di loro. A questo punto Gabriele ha risposto, difendendosi e quasi giustificandosi: “Non ci stavamo baciando, né ci scambiavamo effusioni, eravamo seduti a parlare”, ha raccontato il giovane di Torino, “Ho risposto che purtroppo in Italia esisteva ancora gente ignorante come loro”. A quella replica i ragazzini, anziché retrocedere sulle proprie posizioni e magari capire l’errore che avevano commesso, hanno iniziato ad insultare la coppia ancora più pesantemente: “Siete lo scarto della società, siete nati male”. E ancora: “Dovreste buttarvi a mare”.

“Ad essere particolarmente preoccupante è che questo episodio abbia visto come protagonisti dei giovani”, ha dichiarato Marco Antei, “Che dovrebbero essere le persone più aperte a quelle che un tempo erano viste come differenze da nascondere”. Pensare che nel 2017 accadano ancora episodi simili fa riflettere, per questo Mia Arcigay invita “le autorità competenti a prendere i dovuti provvedimenti e il sindaco di Santo Stefano al Mare a condannare con altrettanta forza quanto successo affinché fatti di questo tipo non accadano mai più”.

“Questo ennesimo atto di omofobia è l’ulteriore conferma che una legge contro l’omo-transfobia, che giace in senato da oltre tre anni, deve essere approvata con urgenza”, ha concluso Antei, “Mia Arcigay Imperia augura a Gabriele e il suo compagno di concludere serenamente le loro vacanze e li ringrazia per averci contattati. Atti di questo tipo vanno sempre denunciati e condannati”.

Non si tratta di un episodio singolo. In Italia di attacchi a chi è considerato “diverso” non si contano. E’ di oggi la notizia che nel Salento, i proprietari di un appartamento a San Foca, marina di Meledugno, hanno pubblicato online un annuncio che recita: “Niente casa in affitto a persone che aderiscono all’ideologia gender e coppie omosessuali, anche se unite dal rito civile”. Mentre solo pochi giorni prima, una coppia di omosessuali era stata respinta da una struttura di Tropea che “non accetta gay né animali”.

“Da oggi mi vergogno definitivamente di vivere in Italia”, ha concluso Gabriele Cutolo. Come dargli torto?

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