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Sanremo, la polizia impone l’alt e due tunisini accelerano per sfuggire ai controlli ma restano bloccati da scooter in divieto di sosta

Uno dei due sarebbe coinvolto nella maxi-rissa alla "Pigna"

Sanremo. Transitavano a bordo di uno scooter in via Galileo Galilei quando una pattuglia di polizia, impegnata in un controllo del territorio, li ha notati. Sullo scooter, due tunisini: M.R., 44 anni, incensurato, e Y.A., 29 anni. Alla vista della volante, i due stranieri hanno iniziato ad agitarsi mettendo così in allarme i poliziotti che, invertendo la marcia e senza farsi notare, hanno iniziato a pedinarli, raggiungendoli davanti al portone di una casa dalla quale uno dei due stava uscendo alla svelta, atteso dal compagno rimasto sullo scooter.

Accesi i lampeggianti dell’auto, i poliziotti hanno intimato l’alt ai due tunisini che di tutta risposta hanno accelerato, percorrendo il centro cittadino “ad una velocità folle”, ha dichiarato l’assistente capo E.A., “Poi si sono diretti in una via molto stretta per raggiungere il centro storico, dove noi non avremmo potuto seguirli in quanto area pedonale delimitata da dissuasori”. Peccato, però, che anche i due tunisini si siano dovuti fermare, in quanto su quella che per loro doveva essere una via di fuga hanno trovato una serie di motorini a sbarrargli la strada.

Raggiunti dai poliziotti, i nordafricani hanno opposto resistenza, ferendo due agenti che sono finiti in pronto soccorso con dieci giorni di prognosi ciascuno. Nel vano sottosella dello scooter, che appartiene alla ex ragazza di uno dei due, è stato trovato un coltello da cucina con una lama di 32 centimetri.

E non è tutto: M.R. sarebbe anche uno dei protagonisti della maxi-rissa tra nordafricani consumatasi un mese fa nella “Pigna” di Sanremo. Il 44enne, però, non era ancora stato rintracciato dalle forze dell’ordine. Nelle immagini video della rissa, diffuse a mezzo stampa, si vede anche un coltello simile a quello custodito nel sottosella dello scooter.

Oggi in Tribunale, il giudice Alessia Ceccardi ha convalidato l’arresto dei due tunisini, rinviando l’udienza al 26 luglio. L’avvocato di fiducia dei due, Paolo Burlo, ha chiesto i termini a difesa e un rito abbreviato per i due imputati.

 

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