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Sanremo, dall’Africa a Pian della Castagna per coltivare il basilico fotogallery

Allo studio della cooperativa un progetto per insegnare ai migranti a fare i manovali e a coltivare la terra

Sanremo.  Tiene banco la notizia della quarantina di migranti che sono stati trasferiti presso la struttura di Pian della Castagna, sulla strada per San Romolo salendo da San Giacomo domenica scorsa. Il centro di accoglienza (straordinario) ha colto di sorpresa l’amministrazione comunale e la cittadinanza per via della repentina decisione della prefettura. Anche se, non sono i primi migranti accolti nella città dei fiori, visto che un’altra quarantina sono ospitati dalla Caritas alla Papa Giovanni e una decina sono nella pigna.

Quando si arriva davanti al cancello d’ingresso si vedono i migranti al lavoro. Cosa fanno? Stanno dando una mano a ristrutturare quella che sta per diventare la loro nuova casa, nel complesso di 1500 metri quadri in disuso da anni, tra San Giacomo e San Romolo. Da qui ci vuole il binocolo per vedere il centro cittadino.

Il primo ad avvicinarsi è un mediatore culturale di origine africana. Attacca subito bottone per spiegarci come vanno le cose. Si inizia a parlare della notizia dei migranti che sono arrivati a Sanremo. “E dov’è la notizia che Sanremo ne dovrà ospitare oltre 200. Una volta fatti entrare da qualche parte dovremmo pur metterli.”

Continuiamo il discorso dentro il piazzale di questa palazzina di tre piani, con ampio salone e una cucina da ristorante. Fuori un sacco di roba che deve essere portata via. I migranti salutano ma non si fermano a parlare. Sono indaffarati a portare pannelli di compensato ai piani superiori, dove si stanno preparando le nuove stanze.

Quello che si vede è un ordine svizzero. Sala da pranzo, bagni, armadietti e camerette tirate a lucido. Ma il meglio arriva nelle cucine. Mentre lo “chef” è alle prese con i fornelli, gli “aiuti” puliscono.

Un responsabile ci spiega che l’acqua non c’è perché non erano stati avvertiti che l’acquedotto era scollegato. “Nei prossimi giorni ci portano delle cisterne”. Per lo scarico delle acque nere ci vuole una piccola pompa di sollevamento, qualche giorno di lavoro, che “se l’avessimo saputo, avremmo fatto trovare i lavori fatti.”

A questo punto domandiamo che fine faranno questi uomini accolti sulle alture di Sanremo. “La cooperativa che si occupa di questa struttura, la Ca.Ri.Bu. di Cuneo, sta preparando un progetto con l’aiuto dell’ordine dei geometri e la scuola edile di Imperia che metterà a disposizione degli insegnanti per insegnare a fare il manovale, l’elettricista, l’idraulico, il piastrellista. Abbiamo dei terreni nel quartiere della Brezza, dove gira la corriera. Migliaia di metri che saranno sistemati e ospiteranno due strutture per le lezioni ai migranti. Più su invece, in 25000 metri di serre anch’esse abbandonate, verrà insegnato loro a coltivare la terra da ex coltivatori diretti in pensione. Faranno anche il basilico, made in Senegal… pardon Sanremo.”

20170704_164517[1](il terreno in zona La Brezza)

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