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Sanremo, due anni fa la tragica morte di Gabriele Sabattini: in trenta si riuniscono per ricordarlo foto

"Una tavolata, quattro chiacchiere, i palloncini bianchi con qualche pensiero d’amore per il giovane Gabry, un attimo sul luogo maledetto che si è portato via una vita troppo giovane"

Sanremo. Sono già passati due anni da quella maledetta sera, in cui la potente macchina nera lanciata in una folle corsa ha spezzato la giovane vita di Gabriele Sabattini. La sera dello scorso 24 luglio, gli amici, i compagni di scuola e coloro che l’hanno amato si sono ritrovati con mamma Simona e con Fabio, per ricordare Gabriele con il sorriso parlando di lui e delle sue imprese.

L’abitudine di ritrovarsi per tutti coloro che hanno amato ed amano Gabriele Sabatini si è ormai consolidata e perciò lunedì 24 luglio è arrivato l’appuntamento per una trentina di persone: basta lacrime però. Ora c’è la voglia di parlare di lui senza retorica, né frasi fatte e perciò dopo una chiamata o un’occhiata a Facebook la gente di Gabriele si è ritrovata: una tavolata, quattro chiacchiere, i palloncini bianchi con qualche pensiero d’amore per il giovane Gabry, un attimo sul luogo maledetto che si è portato via una troppo giovane vita ed è già l’una.

Strano come passa il tempo, così come è strana quella S che i palloncini hanno disegnato mentre volavano alti nel cielo. E l’emozione è talmente forte, che nessuna parola ha più senso. Forse, le uniche parole sono quelle che mamma Simona ha scritto qualche giorno prima, per ricordare l’appuntamento: “Tesoro mio, sono 2 anni che ti hanno strappato dalle mie braccia e darei qualunque cosa per poter avere ancora un momento, solo un minuto insieme a te per poterti nuovamente abbracciare, sentire il profumo della tua pelle e tenerti sul mio cuore….ora sei nel mio cuore lì dentro vi resterai come in un prezioso scrigno, per la mia sopravvivenza ha il significato di mantenere vivo il tuo ricordo e farti conoscere a chi non ha avuto questa fortuna….tutto questo finché potrò e certamente cercherò di farti avere giustizia e rispetto, che ad oggi, ti sono stati negati.”

La vicenda giudiziaria è la nota dolente. Dumitru Cojanu, che ha consumato l’atroce violenza con il suo bolide nero lanciato a cento all’ora in centro abitato per far bella figura con le ragazze a bordo, è già stato condannato in primo grado. Ora però si parla di ricorso in Appello, ma alla famiglia della vittima non viene notificato nulla, in quanto non si è costituita parte civile. “La mia paura è che la pena già bassa venga ulteriormente ridotta” dice mamma Simona nel momento in cui chiede giustizia per quel figlio che le è stato portato via nell’estate dopo l’esame di maturità, sotto casa della fidanzata”.

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