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Rocchetta Nervina, caso parcheggio nell’area verde: Legambiente assegna la bandiera nera al Comune foto

Le reazioni delle associazioni alle dichiarazioni del sindaco

Rocchetta Nervina. E’ stata assegnata ufficialmente la bandiera nera di Legambiente al Comune per il caso del parcheggio pubblico che la giunta voleva costruire sui terreni della curia che si trovano a monte del paese.

L’operazione, fortemente criticata dalle associazioni ambientaliste e da alcuni residenti, riuniti nel comitato “Perchéggio” (perché il parcheggio), prevedeva una colata di cemento su di un area verde che anticamente ospitava la coltivazione del grano e che è resa ancora più caratteristica dai terrazzamenti affacciati sul piccolo borgo, per i quali comitati e cittadini auspicano un recupero ad uso agricolo.

La vicenda era passata alla ribalta della cronaca quando il Comune aveva deciso, nonostante la bocciatura del finanziamento da parte della Regione, di acquistare comunque l’appezzamento dalla curia che ne era la proprietaria. Il sindaco Marco Rondelli ha dichiarato sulle colonne del Secolo XIX che il finanziamento non sarebbe stato revocato definitivamente ma che sia arrivato solo un avviso, anche se dal verbale dei funzionari regionali si rileva la revoca del finanziamento per mancanza di alcune delle condizioni (progetto approvato e mancanza della conformità urbanistica).

La referente di Legambiente valle-argentina Daniela Lantrua così commenta questa decisione dell’associazione nazionale: “la scelta di assegnare le bandiere nere, come quelle verdi che invece premiano le eccellenze, è prevista tutti gli anni dalla Carovana delle Alpi che dal 2002 difende e promuove il territorio alpino.
Si è valutato di assegnare la bandiera nera a Rocchetta Nervina perché non si comprende per quale motivo si voglia sacrificare del suolo agricolo in un Comune che fa parte del Parco Regionale delle Alpi liguri, sopratutto quando ci sono campagne dell’unione europea per la salvaguardia del territorio.
L’idea di realizzare un parcheggio, dove per altro ne è presente un’altro poco utilizzato, quello cimiteriale, è criticabile anche per il pericolo che comporta intervenire in un area a rischio idrogeolocico.”

“Ci domandiamo, conclude la referente di Legambiente, alla luce della bocciatura regionale, come mai il Comune abbia comunque acquistato il terreno. Per farci cosa?”

Alle parole del sindaco replica anche Federica Romano del comitato “Perchéggio” (tutto il paese ne parla). “La lettera che la Regione ha inviato al Comune e che contiene anche le motivazioni della revoca dice espressamente che il finanziamento non sarà concesso. Non crediamo nemmeno alle parole del sindaco quando dice che i terrazzamenti non saranno eliminati e l’area non sarà asfaltata ma rimarrà in terra battuta e ghiaino. Come si evince dal progetto, dal capitolato e dal cronoprogramma le fasce saranno sbancate totalmente per poter ottenere dei terrazzamenti più ampi. Al posto del bellissimi muretti a secco sono previsti muri in cemento armato con copertura in pietra.”

“L’amministrazione comunale dimostra ancora una volta, in questa vicenda, di volere occultare i fatti e perseverare in un progetto costruito su false dichiarazioni: si tratta infatti di 36 posti macchina, più 3 aree di manovra che diventerebbero una cattedrale nel deserto, poiché neppure la strada di accesso al luogo è mai stata collaudata e presenta delle criticità mai risolte.”

“Noi abbiamo proposto al Comune di valorizzare le aree per fare delle sperimentazioni sui grani antichi con dei programmi in partnership con l’istituto di agraria. Il Comune non ha soldi per il servizio scuolabus e andiamo a costruire parcheggi che non servono? Lo diciamo perché il sindaco ci ha detto che il parcheggio sarà fatto lo stesso.”

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