Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

La percezione del tempo nei cani (parte 2)

Continuiamo a parlare di come i cani percepiscono lo scorrere del tempo e applichiamo il concetto ad una situazione di vita quotidiana

Più informazioni su

Continuiamo a parlare di come i cani percepiscono lo scorrere del tempo e applichiamo il concetto ad una situazione di vita quotidiana: siamo usciti di casa lasciando solo il nostro compagno a 4 zampe e il nostro odore è ancora presente nei diversi ambienti, possiamo dire sia “fresco”, ma più passa il tempo e più quell’odore si “alleggerisce”.

Quindi nella mente del nostro cane la quantità/qualità di odore che riesce a percepire misura il tempo che scorre. Il cane non ha la percezione dello scorrere dei minuti non avendo l’orologio, ma percepisce il passare del tempo e quindi si rende conto quando rimane da solo per diverse ore.

Stare da soli non è un comportamento normale per un animale sociale come il cane, a cui piace condividere le attività e spazi insieme a noi, da questo possiamo dedurre e capire quanto sia importante gestire in modo adeguato il momento in cui lo lasciamo da solo a casa.

Conoscere il nostro cane è fondamentale, mi spiego meglio: se è tranquillo, sicuro di sé e capace di mantenere un equilibrio emotivo, posso avere una routine pre-uscita per il momento dei saluti e della separazione, che può anche tranquillizzarlo.

Ma se il mio cane è ansioso, insicuro, con poco autocontrollo emotivo, la routine innescherà l’anticipazione dell’evento (la separazione) e quindi maggior agitazione e stress. Se abbiamo un cucciolo è bene abituarlo fin dall’inizio (2-4 mesi) al distacco e a rimanere solo per determinati momenti, questo vuol dire accrescere maggiormente autocontrollo e sicurezza. Il concetto da passare al cane è: rimanere da soli a casa è una bella esperienza o quantomeno un’esperienza che può essere vissuta in tranquillità.

Ora per schematizzare la questione, abbiamo due punti su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi da “umani che cercano di capire i cani”:

– il modo in cui avviene la separazione/allontamento/ distacco.

Questo punto è importantissimo poiché i saluti calorosi e pieni di smancerie hanno un effetto preoccupante per il cane che vivrà l’allontanamento e la solitudine con un carico emotivo che magari non sa gestire, possiamo tradurlo con stress aggiunto da noi all’evento.

I saluti possono essere fatti ma senza rendere “importante” l’evento sotto l’aspetto emotivo, quindi con leggerezza e serenità possiamo dire “ciao-torno presto-fai il bravo” va benissimo.

– il tempo che trascorre solo in casa.

Un cane che non è abituato alla solitudine dev’esserne approcciato con un processo graduale   in cui allunghiamo i tempi di distacco rispettando i suoi in modo che viva questa situazione in tranquillità. Rivolgersi ad un educatore cinofilo quando si hanno dubbi è la miglior soluzione, una conferma o un buon consiglio possono prevenire diversi problemi.

Dottoressa Marzia Massocco
http://evoluzionecinofila.blogspot.com
evoluzionecinoflia@gmail.com
https://m.facebook.com/maluevoluzionecinofila

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.