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“In crisi il sistema sicurezza del carcere di Imperia”: agenti della penitenziaria in piazza per protesta

"Abbiamo inoltrato molte segnalazioni sia agli uffici regionali che a quelli centrali senza ottenere nessuna risposta o alcuna reazione"

Imperia. Sovraffolamento del carcere del capoluogo di provincia, carenza d’organico, crescita delle aggressioni al personale di servizio, insufficiente presenza di medici per gestione sanitaria dei detenuti: il sindacato di polizia penitenziaria (SAPPE) indice assemblea pubblica e sciopero dell’utilizzo della mensa.

“Si registra un aumento della popolazione detenuta che conta oggi 90 reclusi, una diminuzione del personale di polizia, oggi in carenza di 14 unità le quali si vanno ad aggiungere alle 11 unità distaccate presso altre sedi”, dichiara il SAPPE, “La carenza d’’organico  è inaccettabile, il sovraffollamento crea fortissimo disagio sia al personale che ai detenuti. Si segnala che dal confine di Stato sino a buona parte della provincia di Savona tutti gli arrestati vengono da tempo associati esclusivamente presso il carcere di Imperia”.

Troppe le criticità che minano la sicurezza di detenuti e agenti: “L’ ultimo fatto avvenuto ha messo in crisi il sistema sicurezza dell’’istituto“, spiega il SAPPE, “Un detenuto con problemi psichiatrici si è autoleso minacciando di suicidarsi: per lui è stato necessario il ricovero in ospedale”. Vista la gravità del caso, con gli agenti impegnati a soccorrere l’uomo, “per garantire la continuità del servizio è stato necessario richiamare il personale che aveva appena ultimato in proprio turno”, denuncia il sindacato che sottolinea: “Abbiamo inoltrato molte segnalazioni sia agli uffici regionali che a quelli centrali senza ottenere nessuna risposta o alcuna reazione”.

Sul cosa fare il Sappe ha le idee chiare: “E’ stata indetta una manifestazione pubblica davanti al carcere di Imperia martedì 18 luglio alle ore 10,00. A questa si aggiungerà all’astensione di tutto il personale di Polizia dal consumare il pasto nella mensa di servizio in segno di protesta”, anticipa, “Bisogna dire basta alle parole e iniziare seriamente a domandarsi come è possibile gestire un carcere in queste condizioni, come si potrà intervenire in caso di urgenza e con che coraggio si accuserà il poliziotto che subisce la negatività del sistema. Res non verba”.

 

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