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Ennesimo successo del pallonetto a Moltedo per la sesta edizione del Memorial Maurizio Semeria

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Passa alla storia la sesta edizione del memorial Maurizio Semeria per il pallonetto o balètta imperiese. Ben 16 squadre iscritte, massimo possibile per i due giorni di gara tra sabato e domenica 8 e 9 luglio. La frazione del comune di Imperia si è rivelata come sempre con la sua carica di simpatia ospitale per tutte le terne in gara, gli accompagnatori, gli appassionati, i tifosi e i turisti che hanno avuto modo di apprezzare tecnica e potenza dei giocatori, come del resto fece Goethe durante il suo “viaggio in Italia”. E ben si può citare la classica prosa germanica per il parterre degli atleti che non hanno mancato l’appuntamento con il caldo asfalto della piazza con l’appoggio sul secolare oratorio di Santa Caterica, carico di storia e di pietà rurale. Erano infatti presenti diversi giocatori di pallapugno ancora in attività, figure che lavorano per lo sport e che in fondo possono guadagnare da un paio di giorni di attività alle prese con il gioco imprevedibile di spigoli, alberi e gradini. Complesso e tirato il sistema di partite per giungere ai quarti di finale, con un sistema ideato da Silvano Anfossi: in fondo un piccolo capolavoro diplomatico e due partite garantite per tutti. Nella bagarre si impegolano alcuni protagonisti di questi ultimi anni di pallonetto ed onusti esperti. Pontedassio perde anzitempo l’airone Ventimiglia e il volitivo Ardissone. Motosso non ce la fa, fra i giovani, così come la terna di Merano, che però accumula esperienza ed è il futuro e anche l’elastico Ernesto Giudice si ferma. È la volta anche di Sant’Agata, dove c’è Bernardi, mentre Luca Lepri si impegnerà nel suo consueto impegno arbitrale, apprezzato e mai discusso, peraltro con il supporto di Claudio Semeria, che arbitro di pallapugno è. Nei quarti di finale, giunti ormai a domenica, affermazioni dunque del trio Molli, Bonavia e Richermo su Sant’Agata e di Martini con Calmarini e Merlo su Semeria padre e figlio, dunque di fatto sui padroni di casa. Combattuti gli altri due quarti, due “piccole finali”: potenza ed astuzia con fioretto nel sottogioco tra Ranoisio con i fratelli Arrigo di fronte al mix di gioventù ed esperienza di Chiapello, Aquarone e Agnese. Alla fine la spunta il dolcedese, per un gioco. Nell’ultimo quarto di finale rincorsa di Claudio Somà che si avvale di un terzino di eccezione, il suo capitano della pallapugno bormidese, Matteo Levratto. Stupore, del resto, nel vederlo in campo. E per di più con il padre di Claudio, Paolo Somà. Di fronte il trio giovane cresciuto nelle giovanili dell’imperiese, con Mirko Giordano in battuta, cresciuto anche a livello fisico, assieme a Dalocchio e Cane, già visto su alti prosceni. E questi vanno avanti, ma si perdono, sopraffatti all’ultimo punto da un Somà che gioca di conoscenza del campo e di soda esperienza. Semifinali, dunque, con la sfida infinita di Martini a Ranoisio, già vista nella sezione eliminatoria ed arrisa al prinasco, avvezzo ad un look da predicatore ascetico. Ed è stata vera partita, con un gran duello psicologico per togliere la ribattuta ferale all’avversario, per cui diventano protagonisti i terzini. Giganteggia Merlo e Calmarini si rende protagonista del colpo del torneo, con un ricaccio sanguinoso. E peraltro anche gli Arrigo si danno da fare e Ranoisio illude il pubblico con un ritorno sul 3-2, chiuso, poi, da una delle velenose battute di Martini. Sull’altro versante del tabellone Molli e soci schiacciano la terna di Claudio Somà con un 4 a 0 senza repliche, tanto da far pensare che l’alfiere locale fosse ormai satollo. In realtà quest’anno l’asticella dell’impegno sferistico di piazza si è innalzato. Non vi è dubbio. Conviene prepararsi al meglio. E tenere duro. È così che, nonostante un buon Levratto su di un palcoscenico non ancora suo, si va ad una finale che prevederebbe scintille. Però Molli batte molto molto bene e costringe Martini sulla difensiva. E va detto che il pontedassino, quando può, infila le sue proverbiali ribattute. Nel “mando”, per dirla alla toscana, il giocatore della valle Impero toglie il bandolo della matassa a Molli, ma si rende utilissimo Bonavia, che sculaccia la palla a modo suo. Di fatto è un 5-0 per Molli e soci: impietoso, ma in 26 minuti: non tutti i giochi sono filati via lisci, perché comunque Calmarini e Merlo ci hanno messo l’anima. Forse anche troppa, di fronte a gente abituata alla competizione estrema. Gran finale con premiazione sui gradini ambiti di Santa Caterina, grazie agli sponsor Conad, Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure, Maixei, Fratelli Merano, Olio Anfosso, Frantoio Saguato, Etlim Travel, Banca d’Alba, Azienza Agricola Franca Rivabella, Linea Mediterranea, i fiori del vivaio La Rivierasca e ovviamente la prestigiosa targa in memoria dell’indimenticato Maurizio Semeria, andato ovviamente alla squadra vincitrice. E con due serate gastronomiche in cui gli Amici di Moltedo hanno messo inventiva e passione, la visione di uno sport semplice, ma radicato, si completa. E si continua a giocare…

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