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Concorsi truccati a Rivieracqua, il “riesame” dissequestra documenti e pc

Le istanze erano state presentate dai difensori degli indagati, ecco come hanno motivato i giudici

Imperia. Dopo la clamorosa indagine della guardia di finanza, all’inizio del mese di luglio, sul presunto concorso truccato a Rivieracaqua che ha visto coinvolte sei persone, la difesa ha ottenuto un punto a suo favore: i legali degli indagati si sono appellati al tribunale del riesame per ottenere il dissequestro di documenti e computer.

E i giudici Domenico Varalli, Caterina Lungaro e Alessia Ceccardi, hanno dato il loro parere favorevole alle istanze presentate dagli avvocati Renato Giannelli, Carlo Fossati e Alessandro Moroni che difendono quattro dei sei indagati.

“Il collegio – si legge nel dispositivo – ritiene che la difesa sia da accogliere posto che l’estrema sinteticità del provvedimento – col mero richiamo alla fattispecie normativa .- senza descrizione neppure in nuce dei presupposti del vincolo e, quindi della configurabilità del reato, precluda la possibilità di difesa da parte del destinatario dell’atto in relazione a condotte illecite ben determinate e specifiche”.

Si legge ancora: “Aldilà, nel decreto, dell’aggancio alla condotta incriminata mediamente il mero richiamo alla norma di legge che si assume violata, manca qualunque riferimento a specifiche ed individuabili informative di P.G., cosicché è impossibile l’individuazione della base fattuale dell’ipotesi di reato contestata agli odierni ricorrenti”. E dunque il sequestro deve essere annullato.

Restano in piedi le ipotesi accusatorie: truffa e rivelazione di segreti d’ufficio. Il materiale informatico e cartaceo, ma anche telefoni cellulari, era stato sequestrato dalle fiamme gialle nelle settimane scorse nelle sedi di Imperia, Sanremo e anche nel corso delle perquisizioni domiciliari.

Un’inchiesta, quella coordinata dal procuratore capo Grazia Pradella e dal suo vice Francesca Sussarellu, che ha visto coinvolto anche Gabriele Saldo, con un passato da consigliere regionale, ha deciso di presentare le sue dimissioni dal CdA di Rivieracqua. Non sarà più consigliere, ma resta in azienda con la qualifica di direttore generale della società attualmente presieduta da Massimo Donzella.

Oltre a Saldo sono finiti nel mirino della magistratura imperiese Fabio Cassella, di Diano Marina, che era già stato assunto per un anno da Rivieracqua e aveva il contratto in scadenza (primo classificato nel concorso per esperto amministrativo); quindi altri due candidati, l’imperiese Flavia Carli e il sanremese Gianluca Filippi (rispettivamente sesta e terzo in graduatoria: i posti disponibili erano due) e suo padre Marco Filippi. Indagato dalla procura imperiese anche l’ex presidente di Riviera Trasporti, il docente universitario Federico Fontana, presidente della commissione esaminatrice.

L’inchiesta della procura mira soprattutto, ovviamente se le accuse verranno suffragate da prove, a smantellare un sistema che, a Imperia, e non solo a Rivieracqua, pare fosse prassi comune: il clientelismo, il do ut des, lo scambio di favori a cui non si sottraevano le prove concorsuali.

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