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Casalinghe in via di estinzione, in Liguria 1 donna su 5 è “regina della casa”

Secondo l'Istat nel 2016 192 mila donne tra i 15 e i 65 anni era casalinga, il 17,58%

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Liguria. Non ci sono più i matrimoni che durano tutta la vita, i posti fissi e le carriere sicure. Non ci sono più gli stipendi dati in busta alla moglie per fare la spesa o cambiare la moquette. Non ci sono più gli uomini che guardano il tg aspettando la cena né tantomeno le mogli che aspettano ai fornelli con lo sguardo puntato su “Un posto al sole”. L’era della casalinga è finita. In 10 anni 518 mila regine della casa, donne tra i 15 e i 65 anni, sono “scomparse”. Nel 2016 su tutto il territorio nazionale l’Istat ne ha contate 7milioni 339 mila, 192 mila in Liguria, ovvero il 17,58%, circa una su cinque. L’età media? 60 anni.

Da sempre ostaggio dell’archetipo sociale dell’ignorantella con mattarello in mano o della bella disperata e annoiata quale è stata immortalata nella serie di successo “Desperate housewives”, la condizione della casalinga, di colei che ha retto (almeno fin qui) il Paese, è peggiorata di anno in anno. Oggi poco più della metà delle casalinghe sopravissute non ha mai svolto attività lavorativa retribuita nel corso della vita, senza contare il numero di coloro che sono scoraggiate e forse anche depresse perché pensano di non trovare mai un’occupazione al di fuori delle mura domestiche. Alle casalinghe della Liguria non basta neppure trovare sollievo in una giornata trascorsa al mare o quantomeno con il sole: solo il 33,4% è soddisfatta della propria esistenza. Anche la loro condizione economica non è buona o quanto meno precaria: il 36,1% delle casalinghe liguri ha risorse scarse, e solo il 50,3% possiede un bancomat o una carta di credito.

Quanto alle attività ricreative, quasi tutte le 192mila donne di casa della nostra regione guardano la tv abitualmente. Nel dettaglio, il 94,7%. Il 45,6%, invece, legge un quotidiano almeno una volta alla settimana; il 34,9% ascolta la radio e il 30,2% ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Contrariamente alla tendenza generazionale, non amano navigare in rete o “stare” sui social network. Solo 14,9% infatti usa internet tutti i giorni. Le nostre casalinghe non vanno però neppure a teatro (11,3%); al cinema (19,8%); al teatro (11,3%); a concerti di musica classica (3,8%); a visitare musei e mostre (15,2%) siti archeologici e monumenti (7,7%).

A livello nazionale, il 74,5% delle casalinghe possiede al massimo la licenza di scuola media inferiore. Nel 2012 solo l’8,8% ha frequentato corsi di formazione, quota che sale di poco tra le giovani di 18-34 anni (12,9%). Il 42,1% vive in una coppia con figli, un quarto in coppia senza figli e il 19,8% da sola. 560 mila casalinghe sono di cittadinanza straniera. Nel 2014 le coppie di genitori in cui la donna è casalinga di età compresa tra 25 e 44 anni e l’uomo lavora, sono caratterizzate da un livello elevato di asimmetria: l’80,3% contro il 67,3% delle coppie in cui entrambi i partner lavorano. Nel tempo però l’asimmetria nel lavoro familiare è andata diminuendo (era l’89,6% del 1989). Tale diminuzione è legata sia al taglio che le madri casalinghe hanno operato nel tempo che dedicano al lavoro familiare (-47 minuti al giorno tra il 1989 e il 2014), sia all’incremento, seppur più modesto, del contributo dei padri (+35 minuti giornalieri).

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