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Bruno Giacomel, il pittore-pasticciere “Due mondi della stessa arte”

A pochi giorni dalla chiusura della sua personale, svela quanto le sue passioni abbiano un’unica radice

Sanremo.  Ricreare splendidi fiori su una torta e allo stesso modo su una tela. Giocare con le forme e i colori della natura fissandoli in capolavori per il palato e per la mente. Una vita da pasticciere ed una da pittore: diverse ma straordinariamente identiche, anzi di più, propedeutiche una all’altra. Ad ormai pochi giorni dalla conclusione della sua mostra aperta presso il teatro parrocchiale di San Siro fino al 30 luglio, Bruno Giacomel butta l’occhio indietro nel tempo svelando quanto su quel bancone di dolciumi, che ha reso il suo cognome un famoso brand in tutta Sanremo, tanto ci fosse di quella pittura così amata e praticata sin da bambino. “Si, saper dipingere ed usare colori e pennelli mi è servito nella professione”. Non sono arti vicine, sono proprio la stessa cosa, perché in comune c’è la stessa radice.

Oltre alla parte gastronomica e quella qualitativa, in pasticceria la decorazione è fondamentale” – prosegue  Bruno sorridendo al pensiero che se potesse mettere in fila tutte le torte che ha fatto nella sua carriera arriverebbe a Roma e tornerebbe pure indietro. La sua, una fama che ha sconfinato il suo paese arrivando negli anni d’oro fino in Francia “Trent’anni fa, le signore chic che venivano da Montecarlo mi portavano centrini o disegni vari perché io li sviluppassi con colori alimentari da pasticceria sui tableau e sulle torte da loro commissionate”.

Pittura ma anche sculture sulle sue torte, dalle orchidee ai tempietti di zucchero traforati  e alle scalinate passando per tutto quello che di più scenografico si poteva sperimentare, compresa la Chiesa Russa e il traforo del monte Bianco (con cui è arrivato secondo ad una competizione vetrinistica cittadina). “Certo, quella che ricordo con maggior emozione è stata quella di 60 chili che ho realizzato per un matrimonio: un tripudio di garofani di cioccolato bianco che scendevano giù trasbordando con delicata armonia”.   

E dopo aver smesso con la pasticceria nel ’95, Giacomel pensionato s’è così rituffato tra tele e tavolozze, inizialmente sotto l’ala di Roberto Anfossi. Dipingere è l’hobby che gli riempie giornata e cuore “Emozioni uniche, a partire dall’ansia che mi pervade quando devo iniziare ad abbozzare un quadro ma che poi diventa per incanto uno stato di quiete ed appagamento totalizzanti”. Oggi, nelle pennellate impressioniste del maestro Bruno  Giacomel, i fiori, il mare, il verde dei paesaggi e la natura tutta continuano a vivere, a respirare poiché nelle sue mani si fan quasi reali.

Sensazioni che è possibile provare fino a domenica 30 luglio dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18 con ingresso libero.

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