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Aperta la camera ardente per Carlo Carli, patron della Fratelli Carli di Imperia

Una figura storica del mondo industriale cittadino e molto stimata dagli imprenditori e dalla gente comune

Imperia. E’ stata aperta la camera ardente per Carlo Carli, papà di Gianfranco, uno dei patron storici della Fratelli Carli di Oneglia. E’ morto ieri all’età di 99 anni. Il funerale, invece, sarà celebrato lunedì 31 luglio alle 16 nella Basilica di San Giovanni Battista. Lascia la moglie Carla, la sorella Giovanna, il figlio Gianfranco e i nipoti Claudia e Carlo.

Carli è stato l’anima e l’elemento catalizzatore della storia della Fratelli Carli, oggi una delle aziende leader e consolidate del settore con oltre un milione di clienti, 300 dipendenti, la realtà innovativa degli Empori aperti in tutta Italia.

Quattro anni fa gli era stato consegnato il riconoscimento di “Gentiluomo cacciatore” della Federazione Italiana della Caccia già assegnato Rigoni Stern, Montanelli, Coppi e Vigna. Nato ad Oneglia, ora Imperia, nel 1918, Carlo Carli ha diviso la sua vita fra l’azienda olearia di famiglia, che ancora presiede conducendola con il figlio e i nipoti, e la caccia, alla quale si è sempre dedicato sin dalla più giovane età.

Da ricordare anche che nel periodo bellico servì la Patria prima negli Alpini e poi nelle fila della Resistenza. Terminato il secondo conflitto mondiale si trovò innanzi alla sua azienda, fondata nel 1920, completamente devastata dai bombardamenti.

Ma senza perdersi d’animo la ricostruì mattone su mattone, avviandola a diventare un’azienda leader del mercato legato all’olio extravergine d’oliva e suoi derivati, quale è oggi, senza mai tralasciare la tradizione della vendita per corrispondenza e senza scendere a compromessi sulla qualità dei prodotti. Per il suo straordinario impegno, Carlo Carli nel 1983 fu nominato Cavaliere del Lavoro. Fin quasi all’ultimo giorno di vita non ha rinunciato a portare il suo contributo di esperienza in azienda, dove per tutti era un punto di riferimento. Ricevette dalle mani del suo presidente Giacomo Raineri, il Premio Parasio  San Leonardo.

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