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Vivere a Cuba, lo scrittore Roberto Vallepiano alla svolta

Proposta che facilmente accetterà come esperienza di valore per il proprio bagaglio culturale

Ventimiglia. Vivere per qualche anno nientemeno che a Cuba, per ampliare e valorizzare il proprio bagaglio? Una proposta d’ispirazione giornalistica che lo scrittore ventimigliese Roberto Vallepiano, appena tornato dalla Fiera Internazionale del Libro di Torino, sta valutando e che confessa probabilmente accetterà, attratto dal ritorno dopo un anno in quelle terre che permettono esperienze culturali di gran rilievo ed eventi letterari in lunghi tour di anche quattro mesi, così che sia la cultura ad andare dalla gente.

L’Avventura potrebbe aprirsi già dal prossimo novembre, ritrovando  una dimensione assai diversa da quelle possibili in Italia, in un arcipelago in cui l’Havana, Santiago, Holguín ma anche Baracoa e Trinidad hanno già avuto modo di apprezzare la presenza di Vallepiano in occasione della presentazione del suo secondo libro ‘Cuba. Geografia del desiderio’, in un soggiorno durato nove mesi.

Quello su Cuba è un libro di frontiera perché incrocio di vari generi, toccando il romanzo letterario ma anche la letteratura di viaggio, percorrendo in una geografia, anche del sogno, queste città. Una visione a 360° di quello che Cuba è stata, è e probabilmente sarà. ‘Cuba. Geografia del desiderio’ ha venduto 1.500 copie, ottenendo ben 130 presentazioni in tutta Italia oltreché, appunto, la presentazione  anche alla Fiera Internazionale del Libro dell’Havana davanti al Ministro della cultura cubano Abel Prieto Jiménez.

E proprio a seguito a questo evento e solleticato dalla casa editrice Bepress che si occupa di controcultura e di movimenti, Vallepiano ha deciso di mettersi a tavolino per il suo terzo libro, ‘Ufficio sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra, il saggio storico, politico, antropologico e filosofico di quella che è diventata la Sinistra in Italia oggi e sul confronto della stessa con le varie gestioni di politica internazionale. “Su Berlusconi, mi dicevano, si sono scritti fiumi di libri mentre nei confronti della Sinistra non si è mai affrontato un lavoro di questo genere. Proprio da loro, che arrivavano dalla Sinistra, la richiesta di un’analisi potente che potesse per esempio spiegare come da Antonio Gramsci si sia arrivati a Matteo Renzi, su come sia stato possibile che la Sinistra nata dall’idea di stare dalla parte del popolo e del ceto sociale più debole oggi, di fatto, stia al fianco delle banche, delle multinazionali e dei poteri forti”. Una fatica letteraria di grande ricerca durata quasi un anno ma che oggi, uscito da poche settimane, risulta già di notevole interesse e onorato di essere stato il più venduto al recente Salone Internazionale del Libro di Torino.

Quella dello scrittore me è un’attività iniziata solo cinque anni fa, dopo averne coltivato la passione per lungo tempo. Ho sempre letto moltissimo fino a quando, sotto la spinta di alcuni amici scrittori e di alcune case editrici, ho deciso di passare dall’altro lato della barricata. Galeotto, in particolare, l’incontro con lo scrittore padovano Massimo Carlotto. Una scelta che, in verità, mi ha portato davvero molta fortuna”. L’esercizio della scrittura, secondo lo scrittore che oggi abita a Ventimiglia, restituisce tutte le emozioni ma centuplicate: quando ti imbatti in un argomento che ti appassiona e lo rendi da fumoso in forma scritta, si attiva un doppio binario: quello che tu riesci a trasmettere agli altri e il riscontro che i lettori stessi ti rispondono.

Nel suo futuro artistico, c’è la spinta a proseguire un discorso di sperimentazione, per raccontare storie mai finora raccontate, in un percorso archeologico della parola nel solco del recupero. Nel quarto libro, già in cantiere e probabilmente in uscita il prossimo anno, Roberto scriverà storie di personaggi esistenti e dalle vite impetuose, ribelli e anticonvenzionali. Anticonvenzionale e in controtendenza, proprio come profondamente è Roberto Vallepiano e la sua scrittura dagli elementi spesso sovversivi.

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