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Ventimiglia, Ioculano “liquida” Felici e il consigliere Ballestra lancia una proposta: “Nazzari o Scibilia al suo posto”

Al momento bocche cucite in maggioranza. Felici convoca una conferenza stampa nel suo ufficio

Ventimiglia. Appresa la notizia del “divorzio” dell’affiatatissima (fino a ieri) coppia di amministratori Enrico Ioculano e Pio Guido Felici, in città si stanno spargendo i primi rumors. In tanti, anche di pensiero politico opposto rispetto a quello dell’ex assessore di centro sinistra, hanno commentato con rammarico la decisione perentoria presa dal sindaco.

C’è chi pensa che alla base della rottura dell’idillio ci sia la mancata realizzazione della “Notte Bianca”, saltata per motivi di sicurezza, e chi più maliziosamente crede che Felici sia stato defenestrato per lasciar spazio ad altri.
Per ora, però, la versione ufficiale manca. L’ex assessore, infatti, si è limitato a congedarsi sulla sua pagina Facebook senza anticipare nulla: “……ciao a tutti, ho deciso di prendere una pausa di riflessione e, viste le numerose richieste, di convocare una veloce conferenza stampa per lunedì prossimo”, ha scritto, “Ringrazio già sin d’ora chi ha voluto dedicarmi un sorriso che è la cosa che più mi ha accompagnato in questi 3 anni”.

Un commento che non tradisce astio né rancore a differenza del laconico quanto enigmatico “il banco vince sempre”, scritto solo qualche ora prima.

A voler commentare la vicenda è invece il consigliere di opposizione Giovanni Ballestra: “Nella prima e nella seconda Repubblica un fatto del genere avrebbe costituito discussione sia in maggioranza che tra i banchi del consiglio comunale, ma ormai qui siamo alla Repubblica delle banane… Questa amministrazione, e nello specifico l’operato di Felici, risulta così inconsistente che non costituisce un fatto rilevante”. Aggiunge Ballestra: “Se riassumiamo tutta la sua operatività abbiamo, per quanto concerne la deroga al commercio, le gonne del mercato del venerdì come opera di grande riqualificazione. Passando al turismo, possiamo ricordare la distruzione sistematica dell’agosto medievale, l’abolizione della battaglia di fiori e dell’apertura della stagione ciclistica provinciale, quattro manifestazioni quasi improponibili per una città che vuol far turismo, sullo stile ad esempio di “Mai dire babulo”. Insomma, l’unica cosa che funzionava, non organizzata dal Comune ma alla quale era l’ente pubblico a dover fornire logistica e sicurezza era “La notte bianca” che l’hanno fatta saltare”.

“In attesa di nuovi licenziamenti negli altri settori della giunta”, conclude Ballestra con una boutade, “Per il momento propongo al posto di Felici o Nazzari o Scibilia”.

 

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