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Taggia, l’Associazione Pro Boxes risponde ai candidati sindaci

Noi della pro boxes siamo stanchi di vedere i fantasmi e vogliamo parlare/discutere di aspetti concreti

Arma di Taggia. “Egregi signori della redazione di riviera 24, sono Ivan Gabatel vicepresidente dell’Associazione pro boxes, ora facente funzioni di presidente dopo le dimissioni di Manuel Fichera.
Mi sento di intervenire dopo aver letto le dichiarazioni rese in questi giorni dai candidati a Sindaco delle prossime elezioni. È veramente riduttivo ed anche fonte di ennesima frustrazione verso chi, come la nostra associazione, da anni lotta per la ripresa dei lavori porre la questione in termini di così scarso spessore: i temi sono invece complessi, le responsabilità delicate, le attese lunghe e le ambizioni elevate. Addossando solo colpe, che purtroppo è lo sport consueto in campagna elettorale nel nostro paese, non si conclude nulla. Soprattutto se questo viene fatto in modo opportunistico e propagandistico. Così non può essere un mediatore commerciale il responsabile delle perdite dei promissari acquirenti, che non hanno certo bisogno di una badante per decidere se comperarsi un box!
Nemmeno si può fare confusione sulle garanzie prestate o meno ovvero sui controlli preventivi: il fatto è che sono stati senz’altro commessi errori e leggerezze (altrimenti in uno stato di diritto certe cose non sarebbero potute accadere) e gente scaltra e disonesta ne ha approfittato.
Noi della pro boxes siamo stanchi di vedere i fantasmi e vogliamo parlare/discutere di aspetti concreti e cioè: quando verrà chiuso l’iter autorizzativo, quale sarà il soggetto promotore dell’intervento, come verrà risolto il problema della falda, quali le priorità e gli obiettivi e molto altro c’è da sapere sul piano della legittimità e delle garanzie finanziarie (per non cascarci un’altra volta).
Confidiamo anche che venga data attenzione ad un aspetto fondamentale senza la comprensione del quale non è purtroppo lecito aspettarsi molto, e cioè che l’investimento ed il sacrificio delle nostre famiglie – che ci hanno già rimesso in modo diretto con le proprie tasche – non è solo una questione privata ma pubblica. È sicuro che non abbiamo comprato un elettrodomestico, ma in 70 abbiamo scelto di fare un investimento importante sulla stessa opera per cercare di soddisfare un bisogno che da anni si manifesta carente. Ci aspettiamo quindi l’attenzione – seria e responsabile – degli enti e della mano pubblica e non di sentirci rinfacciare che siamo stati incauti”.

Ivan Gabatel

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