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Sanremo, la gente onesta della Pigna si ribella alla presenza degli spacciatori: le interviste foto

C'è brava gente che lavora ma da fuori arrivano gli spacciatori. "I carabinieri ci hanno detto di raccogliere noi le pietre, così non se le tirano"

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Sanremo. La parte sana della Pigna, il centro storico di Sanremo, non accetta l’immagine negativa che traspare all’esterno e si ribella: “O almeno ci proviamo: le famiglie sono multietniche, tanti italiani per fortuna ma anche tanti stranieri regolari, persone che lavorano e che rispettano il luogo in cui vivono - ci dice Alessandro, titolare dell’unico negozio di alimentari nella parte alta della Pigna - dagli altri invece, dagli spacciatori che non vivono qui ma che qui spacciano, approfittando delle vie di fuga offerte dalle stradine del centro storico, ci dobbiamo difendere da soli.”

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Il tessuto sociale del centro storico di Sanremo è cambiato negli anni e sono cambiate le regole di convivenza, come in molte altre parti d’Italia.

Non è che tutto quello che succede di brutto succede nella Pigna, succede un po’ dappertutto a Sanremo – ci dice la signora Elisetta, più di settant’anni portati benissimo – io ci sono nata e ho cresciuto i miei figli qui, solo che una volta potevi lasciare la porta di casa aperta, oggi abbiamo tutti i cancelli in metallo. Tempo fa hanno nascosto droga nelle mie fioriere, mi ha avvisato un vicino: io ho trovato della polvere bianca e con la manichetta ho lavato via tutto. Mi son detta “quello che ce l’ha messa non ce la trova più”.

Per un certo periodo siamo stati tranquilli, ora sono tornati e armati – sottolinea un’altra residente – di giorno siamo ancora tanti di noi italiani, ma di sera non siamo tranquilli perchè arrivano gli spacciatori.”

Un’altra signora, che preferisce non apparire, sottolinea un aspetto ancora più preoccupante: “Io l’ho detto che in una casa in tale via abitano persone che spacciano, ma non si vede mai nessuno”. (In molti casi le informazioni servono nell’ambito di indagini complesse che non prevedono interventi immediati, ndr )

C’è poi un altro aspetto sul quale torna la signora Elisetta, con un po’ di nostalgia: “Famiglie con bambini ce ne sono più poche: una volta quando si faceva la Prima Comunione c’erano 40 o 50 bambini, sa quanti ce n’erano un mese fa? Cinque.”

Il finale è ancora più amaro, nelle parole di Alessandro: “Le forze dell’ordine fanno quel che possono, ma dopo i blitz tutto torna come prima. Questa mattina sono passati i carabinieri per i controlli dopo l’ultima rissa. Sa cosa ci hanno consigliato? Di raccogliere noi pietre e mattoni smossi dalla strada, per impedire che possano tirarseli di nuovo. Ma per i coltelli come facciamo?”.

(Le testimonianze complete nelle riprese di Jacopo Gugliotta allegate all’articolo.)

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