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Sanremo, domani il giornalista scrittore Peter Gomez ai Martedì Letterari con “Mani Pulite 25 anni dopo”

La trattazione di Gomez sarà ancor più attualizzata dalla partecipazione del procuratore di Imperia dottoressa Grazia Pradella

Sanremo. La rassegna” Metti una sera con i Martedì Letterari”, si apre con l’ultimo libro del giornalista scrittore Peter Gomez, scritto con Marco Travaglio e Gianni Barbacetto. Domani 13 giugno alle ore 17.30 nel teatro dell’Opera del Casinò, Peter Gomez parlerà del volume: “Mani Pulite 25 anni dopo” che si inserisce nel ciclo “la Cultura della legalità”. Partecipa il Procuratore di Imperia Dott.sa Grazia Pradella. L’incontro è stato inserito nel piano di formazione dell’Ordine dei Giornalisti.
In difesa di “Mani Pulite-25 anni dopo Travaglio, Barbacetto e Gomez rileggono Tangentopoli e l’inchiesta che l’ha demolita con un nuovo libro. I tre giornalisti partono da alcuni “luoghi comuni” che nel corso degli anni sono stati utilizzati per incrinare la figducia dei citatdini verso il pool di Milano. Ne scaturisce un momento di riflessione che attualizza 25 anni di storia italiana, ancor pià intenso per la presenza del procuratore Grazia Pradella che ha vissuto in prima persona l’esperienza del Pool milanese.
La loro analisi parte da quei “luoghi comuni” che sembrano essere “nati ad arte” nel trascorrere del tempo per “delegittimare” o anche per oscurare la stagione delle grandi inchieste aperte con il filone “Mani Pulite”.
“ Ritornare con la memoria a 25 anni fa significa ritrovare un Paese che molti lettori non hanno conosciuto e altri hanno dimenticato troppo in fretta.” (dall’introduzione)

La trattazione dello scrittore giornalista Peter Gomez sarà ancor più attualizzata dalla partecipazione del procuratore di Imperia dottoressa Grazia Pradella, che giovanissimo magistrato partecipò con grande impegno e sacrificio personale alle inchieste del Pool di Milano.
Dalle Post verità su “Mani Pulite”
“Mani pulite fu un’operazione politica che eliminò per via giudiziaria un intero sistema che aveva garantito 50 anni di democrazia in Italia.
È stata una grande, ma ordinaria indagine giudiziaria, Mani pulite, non un’operazione politica. Partì da una piccola inchiesta su una tangente da 7 milioni di lire che poi, come nel gioco del domino, si allargò mazzetta dopo mazzetta e portò alla luce un gigantesco sistema della corruzione. E potè svilupparsi grazie a un insieme di concause. L’abilità investigativa dell’ex poliziotto Antonio Di Pietro e degli altri pm a cui il nuovo Codice di procedura penale del 1989 aveva passato la direzione delle indagini e il coordinamento della polizia giudiziaria. La crisi economica, che aveva assottigliato il denaro pubblico da destinare agli appalti e dunque i margini per le mazzette, il che rese gli imprenditori più disponibili a denunciare i politici che chiedevano loro mazzette in cambio di vantaggi sempre meno lucrosi. La stanchezza per lo strapotere dei partiti e l’insofferenza verso una corruzione sempre più famelica, sfacciata e plateale (le barzellette sui socialisti ladri erano diventate fenomeno di costume, come quelle sui democristiani mafiosi). La caduta del muro di Berlino, con la conseguente fine della guerra fredda e del mondo diviso in due blocchi: tutti fattori geopolitici che fino al 1990 avevano reso impossibile il ricambio al governo e improcessabili i partiti della maggioranza anticomunista.
Nella nuova situazione – giudiziaria, economica, politica, sociale, geopolitica – dei primi anni 90, le indagini sulla corruzione, che una parte della magistratura aveva già tentato in precedenza (fermandosi però sempre ai singoli episodi, o addirittura infrangendosi dinanzi ai sistemi di insabbiamento dei vari “porti delle nebbie”), poterono allargarsi e risalire ai livelli superiori e scoperchiare quello che era non un insieme di casi isolati e slegati fra loro, ma un sistema organico e organizzato di regolazione dei rapporti tra imprese e politica. Poi furono non i giudici nei processi, ma gli elettori nelle urne, a far saltare il sistema dei partiti della Prima Repubblica, ormai screditati, e a costringere la stessa classe dirigente a cambiare (almeno in apparenza) il quadro politico…..”
Il 20 giugno alle ore 18.00 nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo Alessandro Troisi presenta il libro:” Leo, un breve romanzo iniziatico.” (Leucotea) scritto con Daniele Mansuino.Partecipa l’editor della casa editrice Leucotea, Dott. Matteo Moraglia.

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