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Prima prova di maturità, gli studenti di Sanremo: “Caproni! Chi era costui?”

Le tracce del Miur hanno soddisfatto solo in parte la "penna" dei ragazzi. I temi più gettonati sono stati quelli sulla Natura, le nuove tecnologie e il progresso

Sanremo. La prima prova della maturità 2017 è andata. Con vocabolario alla mano e sei ore a disposizione, milioni di studenti di Sanremo questa mattina hanno superato il primo scoglio dell’esame di Stato. Per loro il consueto ventaglio di scelte: analisi del testo, redazione di un articolo di giornale/saggio breve, tema a carattere storico, scientifico e ancora politico e di attualità. “Tutte tracce in linea con le sfide della nostra società” – ha commentato, in una nota, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli – ma che hanno soddisfatto solo in parte la “penna” dei ragazzi.

“Io ho scelto la tipologia D, il tema di ordine generale sul progresso – racconta José Joel Valencia del Liceo Scienze umane C. Amoretti –. In molti nella mia classe hanno svolto questa traccia. La prima, l’analisi di un testo poetico di Giorgio Caproni, generalmente la più gettonata, non è stata affrontata da nessuno. Il motivo? Non lo abbiamo mai fatto, nessuno sapeva chi fosse. Dal canto mio, inizialmente ero sorpreso, poi però, scorrendo le varie tracce e trovando la D, ho tirato un sospiro di sollievo. Avendo una formazione umanistica, con solide basi di sociologia, pedagogia e filosofia, ho svolto questo tema con molta agilità”.

Lo sbigottimento di José alla lettura di quel nome, “Giorgio Caproni”, è stato condiviso da tanti altri studenti. Come Davide Occhialini dell’Istituto D. Aicardi: “Mi aspettavo Pirandello di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla morte  – confessa –  o comunque altri argomenti, quali il terrorismo o la Blue Whale. Sono comunque riuscito a cavarmela ugualmente e ho puntato sul saggio breve di tipo socio-economico che trattava delle nuove tecnologie e il lavoro. Sono molto soddisfatto. Anche i miei compagni hanno scelto questo tema, qualcun altro ha optato invece per quello di tipo storico-politico sui disastri e la ricostruzione. Caproni? Non lo ha fatto nessuno, non lo avevamo studiato ma è andata bene ugualmente”.

I “Versicoli quasi ecologici” del massimo esponente poetico del Novecento italiano non sono dunque stati apprezzati, approdando solo su qualche protocollo dei liceali del G.D. Cassini. Fogli rari che trovano giustificazione nel fatto che il poeta e critico di Livorno non si studia abitualmente sui banchi di scuola ma trova più spazio nelle aule universitarie. “La maggior parte di noi ha scelto il saggio breve a carattere artistico-letterario – spiega Niccolò Martinelli del classico – che ha permesso di affrontare il tema della natura tra minaccio e idillio su testi dei più noti Leopardi e Montale. Caproni nessuno se lo aspettava, di certo non è uno di quelli che abbiamo studiato di più.” Come direbbe il manzoniano Don Abbondio “Caproni! Chi era costui?”

 

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