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Presentò ricorso al Tar contro espulsione della questura, tunisino resterà in Italia

L'uomo si era opposto al provvedimento con cui gli era stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno

Imperia. Per la polizia, che aveva firmato il decreto di espulsione, si era trattato di nozze di convenienza. Alla fine a chiarire ogni dubbio sulla vicenda ci hanno pensato i giudici del Tar, il tribunale amministrativo regionale.

Un migrante tunisino potrà continuare a vivere nel nostro paese. Questa la sentenza recitata dal Tar e raccontata dal quotidiano La Stampa/Il Secolo XIX in edicola. In sostanza i giudici hanno accolto il ricorso di un nordafricano che si era opposto al provvedimento con cui la Questura di Imperia gli aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno. Il Tar, che si è espresso a favore dell’immigrato, ha sancito questo principio: chi si è unito in matrimonio acquisisce gli stessi diritti del coniuge. E se il coniuge è italiano non può ovviamente essere espulso dall’Italia.

Non si tratta di un caso isolato: una vicenda analoga era accaduto a Ventimiglia, ma in quell’occasione la sposa, nordafricana, era stata espulsa pur avendo sposato un italiano. Il problema era stata la grande differenza di età – lui 70 anni, lei poco più che ventenne. Per la polizia, che aveva firmato il decreto di espulsione, si era trattato di nozze di convenienza.

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