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Preparazione al parto con ipnosi

La prossima settimana la rubrica "MutaMenti" ospiterà l'intervista-testimonianza di una donna che ha affrontato il parto con ipnosi

Le donne che affrontano il parto con il supporto di tecniche ipnotiche sperimentano intensità di dolore ridotte, necessitano meno frequentemente di ossitocina e danno alla luce bambini con più alti punteggi APGAR (indice di salute del neonato). Si è evidenziato che l’ipnosi riduce i tempi del travaglio soprattutto nelle donne primipare e diminuisce l’incidenza della depressione post partum.

La preparazione al parto con ipnosi consiste in un programma che deve cominciare al settimo mese di gestazione e si articola in dieci sedute insegnando alla donna come procurarsi da sola uno stato ipnotico attraverso un preciso segnale , come un gesto della mano, per esempio chiudere il pugno, in modo che la paziente sia in grado di utilizzare la tecnica durante il travaglio e il parto. Un gesto simbolico, ed ecco che la mente riesce a indurre uno stato di intenso rilassamento, riducendo ansia, agitazione e paura, e di conseguenza alleviando il dolore delle contrazioni. Sul piano ormonale, la liberazione di forti quantità di ormoni dello stress, ad esempio adrenalina, inibisce la produzione di ossitocina, l’ormone che supporta le contrazioni.

Per questo motivo il travaglio, caratterizzato da ansia e paura non solo è doloroso ma molto più lungo. Eliminando angoscia e timori, si creano condizioni favorevoli anche a livello ormonale: in assenza di adrenalina, l’ossitocina, che è responsabile della progressione del travaglio, non trova ostacoli e i tempi del parto si riducono. Durante il percorso verranno insegnate le tecniche di respirazione, il rilassamento muscolare e visualizzazioni, con il fine di rendere la donna autonoma nel procurarsi l’ipnosi con il gesto concordato. Si è visto che con l’ipnosi, la donna partorisce meglio e più rapidamente. La percezione degli stimoli dolorosi si attenua, a volte fino a scomparire, tanto che spesso la donna si addormenta tra una contrazione e l’altra.

Oltre ad apprendere la gestione dell’ansia e del dolore, attraverso ipnosi si approfondisce la modalità di ascolto di sé e del bambino, per meglio comprendere le emozioni, aspetto fondamentale nel delicato periodo post partum. La relazione con il bambino che si instaura durante la gravidanza si definisce attaccamento prenatale. Si traduce in tutti quei comportamenti di cura fisica e sintonizzazione emotiva.

Una buona relazione prenatale favorisce la qualità della relazione madre bambino dopo il parto. L’ipnosi medica consente un potenziamento delle proprie capacità mentali e fisiche, che mette in grado di controllare le emozioni e le sensazioni del corpo, anche quelle dolorose, e di raggiungere uno stato di intenso benessere.

L’obiettivo dell’addestramento al parto utilizzando l’ipnosi è proprio quello di ottenere uno stato di grande autocontrollo che servirà durante il travaglio, e l’aver trascorso tutto il travaglio in uno stato di benessere, consente alla donna di arrivare al momento del parto rilassata e piena di energia.

La prossima settimana la rubrica “MutaMenti” ospiterà l’intervista-testimonianza di una donna che ha affrontato il parto con ipnosi.
Dott.ssa Daniela Lazzarotti
www.danielalazzarotti.com
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