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Misteriosi furti di madonnine a Perinaldo e Sanremo: tre statue rubate in pochi giorni foto

Con ogni probabilità si tratta di atti vandalici, ma questi misteriosi episodi preoccupano la piccola comunità

Perinaldo. C’è sgomento nel piccolo paese della val Verbone per il furto di una statuina raffigurante la santa vergine Maria. “Già due anni fa quella madonnina era stata rubata”, spiega il sindaco Francesco Guglielmi, “Ora è successo di nuovo”. La statuina, di scarso valore commerciale, era stata posizionata in una piccola edicola sulla strada che conduce a San Romolo. Un luogo isolato, lontano dal centro abitato e dallo sguardo vigile degli abitanti, che però si erano affezionati alla madonnina. “Nell’agosto del 2015″, continua il sindaco, “I fedeli avevano riacquistato la statua rubata e il parroco l’aveva benedetta”. Una settima fa, circa, il nuovo furto: con ogni probabilità un atto vandalico, uno “scherzo”, una “bravata”. Non sembra esserci nulla di più dietro alla sparizione della madonna. “La sostituiremo il prima possibile”, conclude Guglielmi, “Cercando questa volta di murarla, in modo che il furto non si ripeta”.

Oggetti di poco valore commerciale, ma di grande importanza affettiva, quelli sottratti nell’ultimo periodo nell’imperiese. Perché a sparire, in questi giorni, non è stata solo la statuina di Perinaldo. Anche a Sanremo, in località “La Brezza”, si è verificato un episodio simile: in questo caso, per rubare la madonnina presente in un’edicola, è stata divelta la porticina in ferro che la custodiva. Due i furti, commessi in un arco temporale ristretto, tanto che i fedeli in questo caso hanno rinunciato a sostituire la statua.

Non trattandosi di merce di valore, è da escludere l’ipotesi di furti comminati per introdurre le statuette votive nel mercato dell’arte sacra. Sembra non avere peso nemmeno la pista dei riti satanici, nei quali spesso vengono utilizzati oggetti sacri. Un’ipotesi, questa, che non regge visto che il culto del demonio non è tra le piaghe che affliggono la provincia di Imperia. Forse non sapendo cosa fare di meglio, e nel tentativo di alimentare l’alone di mistero che avvolge i sacrilegi, qualcuno ha deciso di rubare le statuine: “prede” semplici, perché situate sulla strada, spesso lontano dalle abitazioni e da aree video-sorvegliate. Un dispetto, dunque, che però non trova giustificazioni.

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