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La tabiese Idroedil vola negli Usa per il progetto di depolimerizzazione delle gomme usate

L'amministratore Tommasinil: "Abbiamo centralizzato il brevetto e la conoscenza creando una società con Prti al 50%"

Taggia. In base ad una strategia di diversificazione l’azienda tabiese Idroedil, nel 2008-2009, ha attivato una serie di investimenti nel settore delle rinnovabili. Il primo è collegato al tabacco energetico ed il successo dell’operazione è evidente anche dopo il volo “verde” della Boeing in Sud Africa l’anno scorso. Il secondo è collegato alla tecnologia di depolimerizzazione delle gomme usate e fuori specifica. In sintesi, dopo 10 ore di processo, da 1 ton di gomme otteniamo olio combustibile, carbone, gas e ferro. Tutti prodotti che entrano nuovamente nel mercato del riciclo.

La Idroedil aveva ottenuto una autorizzazione sperimentale dalla Provincia di Imperia che poi non era stata rinnovata. Durante questo periodo la Idroedil aveva affinato la tecnologia e installato un parco industriale di 6 reattori che avevano una capacità di processare 5000 ton di gomme anno. Senza il rinnovo la Idroedil si è dovuta reinventare. Nel 2013-2014 apre il canale americano e dopo una due diligence di 1 anno i reattori italiani partono per Raleigh, North Carolina, e la Idroedil riparte in partnership con la Prti Inc. Partner di livello come Jason Williams, ex Ceo di Fast Med che nel 2015 venne venduta in america per 500 ml di dollari.

Sergio Tommasini, amministratore di Idroedil: “Abbiamo centralizzato il brevetto e la conoscenza creando una società con Prti al 50%. Con loro abbiamo re-installato l’impianto a Raleigh e sono in costruzione altri 5 impianti di eguali dimensioni in Usa. Abbiamo consolidato una partnership con gli olandesi della Atlas Invest per aprire un sito industriale presso il Porto di Amsterdam. A breve l’Eni verrà in visita in Usa e vedremo se proporre l’installazione della tecnologia anche presso la bioraffineria di Marghera. Un passo importante anche in Malesia con l’apertura della branch operativa per il mercato asiatico”.

Massimo Ghilardi, socio di Idroedil: “Una settimana americana molto intensa. Sono soddisfatto del lavoro che hanno svolto i nostri partner e come si sta evolvendo la nostra tecnologia. In Italia eravamo ad un buon livello. Peccato per l’autorizzazione provinciale. Comunque il piano industriale sta crescendo e l’apertura di nuovi siti industriali e l’espansione europea ed asiatica favorisce l’internazionalizzazione della tecnologia”.

La Idroedil parte da Arma di Taggia e continua a stupirci per i risultati internazionali del gruppo. La credibilità del gruppo di lavoro Idroedil è direttamente proporzionale al riscontro che lo stesso presenta a livello internazionale.

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