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Imperia rivuole la sua biblioteca, l’assessore Abbo: “Lavori ad agosto”

Al di là delle rassicurazioni però la gravità della situazione è oggi testimoniata dalla contemporanea chiusura anche del Cavour e del Centro Culturale Polivalente

Imperia. I cittadini hanno raccolto con una petizione pubblica le firme per chiedere la riapertura della biblioteca Lagorio. I flashmob del sabato mattina dal 6 maggio con “l’occupazione gentile” delle panchine presso l’Ufficio Informazioni turistiche del Comune che ospita dal 2 maggio lo sportello ‘sfrattato’ del prestito bibliotecario: tutte queste iniziative testimoniano la preoccupazione e lo sconcerto dei cittadini per la chiusura improvvisa, dal 6 aprile scorso, della Biblioteca Comunale, forse sono arrivate ad una svolta importante.

Oggi l’assessore ai Lavori Pubblici Guido Abbo, rispondendo ad una questione time del consigliere Poillucci, ha annunciato: “Proprio questa mattina abbiamo approvato un primo stralcio da 45 mila euro. Il progetto complessivo tuttavia è di di 172 mila euro – ha detto l’assessore – Ma siamo impegnati a riaprire la biblioteca Lagorio”. Sui tempi ha spiegato: “Affideremo i lavori entro la fine del mese di giugno e quindi di eseguirli per agosto”.

Al di là delle rassicurazioni però la gravità della situazione è oggi testimoniata dalla contemporanea chiusura, oltre che della Biblioteca, anche del Teatro Comunale e del Centro Culturale Polivalente. “Una débacle annunciata e consumata lentamente negli anni in assenza di un disegno progettuale complessivo nella definizione delle politiche culturali, in grado di promuovere un coordinamento efficace tra le istituzioni e strutture pubbliche con la Biblioteca come motore, luogo di incontro privilegiato per il rapporto diretto con i cittadini, i lettori, gli utenti a vario titolo, con le scuole e l’Università, con i cinema e i teatri, con le associazioni, presidio fondamentale per la cultura dell’integrazione. E’ proprio in una situazione di crisi che la biblioteca diventa determinante perché tutti, anziani giovani e bambini, cittadini italiani e stranieri, possano accedere agli strumenti utili alla crescita e alla conoscenza che, a causa delle condizioni economiche o di disagio sociale, potrebbero essere loro negati”, è stato spiegato ultimamente dai firmatari.

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