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Imperia, non passa la mozione per evitare l’accoglienza dei migranti alla Crespi foto

Poillucci: "Prepariamoci a ringraziare il sindaco Capacci per il bene della nostra città"

Imperia. “I migranti ospitati a Imperia sono per la precisione 238. Nessuno di loro ha mai creato problemi o tensioni con gli altri cittadini. Una cosa è certa: abbiamo rispettato quello che ci era stato chiesto. Se arriveranno altri migranti questi dovranno essere “spalmati” in quei comuni che finora non hanno dato loro ospitalità. Sulla caserma Crespi ho già spiegato che non ospiterà altri profughi bensì quelli che sono già presenti sul territorio”. Era il primo marzo scorso quando il sindaco Carlo Capacci rassicurava tutti. Oggi il caso dell’ex caserma Crespi, da ristrutturare con 800 mila euro, è tornato alla ribalta in consiglio comunale a Imperia e ad agitare la politica locale è stata una mozione presentata da Alessandro Casano, consigliere di FdI/Alleanza Nazionale che alla fine non è passata (7 favorevoli, 4 astenuti e 12 contrari). E ad ascoltare il dibattito, dai toni accesi, c’erano anche i rappresentanti di Casa Pound “sorvegliati” dalla Digos e dai carabinieri.

La mozione spiegava: “Visto il continuo aumento di migranti in città e alla luce delle nuove disposizioni del decreto Minniti che prevede la creazione di Centri di Permanenza e Rimpatrio, la mozione chiede un impegno del sindaco e della giunta a rappresentare in ogni sede istituzionale la netta contrarietà del Comune di Imperia ad ogni utilizzo della ex caserma per la sistemazione di immigrati”.

Categorico il commento del consigliere Piera Poillucci (Forza Italia) che aveva inviato una nota: “L’amministrazione di centrosinistra ha già dato il proprio consenso ed espresso il proprio orientamento. Prepariamoci a ringraziare il sindaco Capacci e la coalizione che lo sostiene e che vede ex socialisti, ex leghisti, ex esponenti di destra, tutti insieme per il bene della nostra città e nella caserma Crespi arriveranno quelli che il centro Roja non potranno più essere ospitati. Non sono i 39 migranti come ha detto il sindaco che forse vive in America non si preoccupa dei problemi di casa nostra. Bensì è il numero di quei migranti che saranno trasferiti qui da Ventimiglia” .

Mauro Servalli di Imperia Bene Comune: “Il rischio concreto è quello che la Crespi diventi un ghetto. E questa sera in consiglio Casano si è portato la claque. In aula ci sono i fascisti e disonorano gli organismi preposti. Forza Italia e Alleanza Nazionale si fa forse tirare la giacca da Casa Pound? Dire che c’è l’invasione fa “sciaratto”, è propaganda. La verità è che qui a Imperia l’accoglienza va avanti da anni e nessuno forse se n’è accorto. I dati di fatto comunque dicono che i migranti sono 150/200. Problematiche, questa è la verità da sottolineare, non ve ne sono state”.

Roberto Saluzzo, consigliere di Imperia di Tutti Imperia per Tutti si è soffermato sulla parola “clandestino” utilizzata nei passaggi della mozione: “Forse era meglio dire migranti o rifugiati politici. La prefettura rischia di cestinare un documento del genere”. “Niente ghetto alla Crespi. Sono contrario a ghettizzare quell’area”, ha sottolineato nel suo intervento Giovanni Lazzarini (gruppo misto).

Il sindaco Carlo Capacci nel suo intervento ha posto l’accento sul progetto che non è comunale: “Io sono un indipendente e posso dire quello che voglio: non è stata scelta la caserma Crespi, ma la foresteria che è situata dietro quell’area. La pratica non è truffaldina, non necessita di una variante del piano regolatore. Il progetto è stato presentato da un ente riconosciuto e sarà un centro di prima accoglienza. Non ho nascosto nulla. Il prefetto mi ha messo al corrente di quello che il Viminale stava elaborando. Chi sono queste persone? Sono persone che qui saranno accolte perché vogliono rifarsi una vita. Ma vi assicuro che i migranti qui non ci vogliono stare perché hanno capito che non c’è nulla da fare”.

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