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Il processo ai no borders non parte, sbagliate le notifiche per gli imputati

Fu un'estate calda alla frontiera con l'area poi sgomberata dalla polizia

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Imperia. Trentuno attivisti imputati per aver occupato, era l’estate del 2015, la pineta del Balzi Rossi. Qui era stato creato un campo non autorizzato nel quale erano stati ospitati i migranti che quotidianamente tentavano di attraversare il confine. Oggi il processo che era assegnato al giudice Varalli e passato al giudice Russo non è partito per difficoltà nel recapito delle notifiche inviate agli imputati. Ma è probabile che venga assegnato ad un terzo giudice e per questo motivo è stato aggiornato al prossimo anno.

Quanto alla storia di due anni fa va ricordato che il “presidio” restò attivo diversi mesi per poi essere sgomberato dalle forze dell’ordine all’alba del 30 settembre. Migranti e attivisti si rifugiarono sugli scogli e vi restarono diverse ore, rifiutando qualsiasi mediazione. Solo l’intervento del vescovo Antonio Suetta riuscì a sbloccare la situazione. In quel periodo, molti attivisti vennero denunciati dalla questura.

Oggi, tra l’altro, è in programma alle 16 una passeggiata informativa sulla frontiera in piazza De Amicis a Oneglia. Si prosegue alle 19 con la proiezione del docu-film “Show all this to the world” presso l’Arci Camalli Imperia.

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