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I Padri Giuseppini da un secolo a Imperia, una cena benefica il 16 giugno

Erano arrivati per servire in un santuarietto dedicato a S. Giuseppe nel Borgo Fondura

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Imperia. Quest’anno ricorrono i 100 anni della presenza dei Padri Giuseppini a Imperia Porto Maurizio. Per questo motivo verranno organizzate una serie di iniziative per celebrare questa importante presenza in città. La prima iniziativa si terrà venerdì 17 giugno alle 20 presso la Pensione San Giuseppe con una cena di solidarietà per la Caritas Parrocchiale. Il costo della cena è di 20 euro. Chiunque fosse interessato tel al 329 0551129.

Una storia lunga un secolo quella della Congregazione degli Oblati di san Giuseppe ce fu fondata il 14 marzo 1878 da san Giuseppe Marello, allora sacerdote astigiano, poi Vescovo di Acqui, a soli 44 anni e morto a Savona il 30 maggio 1895 a soli 50 anni.

Sorto come ‘Compagnia di san Giuseppe’, il 14 marzo del 1878 nella piccola cappella dell’orfanotrofio Michelerio di Asti, era composto all’origine da quattro fratelli, sotto la guida di don Giuseppe Marello. Si arricchì, dopo poco tempo di un sacerdote, don Giovanni Cortona.

I primi anni era difficile distinguere i fratelli, da altri assistenti dell’orfanotrofio, successivamente, almeno in parte, si trasferirono nei locali di santa Chiara, un vicino ex-convento acquistato dal Marello con l’aiuto di altri canonici e trasformato in collegio, dove trovarono però anche posto ricoverati di un ospizio, insieme a ragazzi e giovani che volevano consacrarsi al servizio di Dio.
Nel 1888, si legge in una relazione di san Giuseppe Marello, ‘…in santa. Chiara ci sono 176 alunni (compresi gli orfani). Se a questi si aggiungono 24 fratelli studenti, 10 fratelli coadiutori e 4 sacerdoti, si ha una famiglia di 214 persone. Nel collegio di Frinco (paese a 12 km. circa da Asti), vi sono in tutto 61 persone’. Ci sono poi da aggiungere gli oltre 200 ‘ricoverati’… Alla morte del Marello la Compagnia di san Giuseppe conta 6 sacerdoti, 41 seminaristi e 15 fratelli laici. Nel 1900 il numero era quasi raddoppiato. Nel 1908 la Compagnia di san. Giuseppe divenne istituto religioso a tutti gli effetti, con i voti religiosi che fino ad allora non c’erano. Nel 1915 la prima missione in estremo oriente, mandati dal Papa Benedetto XV nelle Isole Filippine. Dopo la grande guerra si aprirono altri campi di lavoro: il Brasile (nel sud), in Pennsylvania e California, in mezzo agli immigrati italiani, e dopo la seconda guerra mondiale in Bolivia, Perù, Messico, fino ad aprirsi negli ultimi decenni del XX secolo alla Polonia, India e Nigeria e nel secolo XXI anche all’Australia.

Non sono molti gli Oblati di san Giuseppe ed oggi, secondo lo spirito del loro Fondatore, si mettono a servizio della Chiesa secondo le esigenze del tempo e dei luoghi, scegliendo, nei limiti delle possibilità, i giovani negli oratori o nelle scuole (soprattutto nelle Filippine, Brasile, Perù), gli anziani, gli ambienti più poveri. Nella parrocchia di S. Giuseppe sono presenti, da quasi cent’anni, gli Oblati di S. Giuseppe, giunti a Porto Maurizio nel 1917. Erano arrivati per servire in un santuarietto dedicato a S. Giuseppe nel Borgo Fondura. Tra i primi padri P. Alfeo Possavino che si prende cura dei giovani e crea il primo gruppo scout a Porto Maurizio.

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