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Go Imperia sull’acquisto del porto getta la spugna: “Prendiamo atto delle decisioni della curatela”

Respinta la proposta d'acquisto dello scalo, si complica la vicenda anche in vista della decisione del Consiglio di Stato

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Imperia. “L’assemblea dei soci della GoImperia Srl, a seguito della formulazione della proposta di acquisto di azienda dello scorso 28 aprile e del riscontro della Curatela del Fallimento Porto di Imperia, in cui comunicava di non poter accettare le condizioni indicate e di considerare inadeguato il termine di validità della proposta, ha preso atto dell’esaurimento di qualsiasi spazio transattivo finalizzato alla definizione del contenzioso in essere con la procedura fallimentare”. Lo si legge in una nota inviata dopo l’assemblea che si è svolta ieri sera alla presenza del sindaco Carlo Capacci.

“La GO Imperia, prima della proposta formulata il 28 aprile – si legge ancora – ha concordato con la procedura le modalità e i termini dell’offerta irrevocabile d’acquisto ed ha, quindi, ampiamente adempiuto all’obbligo assunto con la sottoscrizione del contratto di affitto di azienda di proprietà della fallita Porto di Imperia SpA. La società rammaricata dell’impossibilità del raggiungimento, con il fallimento, di un accordo che avrebbe potuto costituire, finalmente, un elemento di certezza nella complicata situazione giuridica continuerà nella sua attività che, sin dall’inizio, ha rappresentato un presidio essenziale per la continuazione dell’attività portuale ed ha evitato le gravissime ripercussioni che il fallimento della concessionaria avrebbe comportato perseguendo, sempre, la tutela dell’interesse pubblico e di utenti e personale. Le determinazioni di cui al plenum assembleare della GoImperia sono state trasmesse alla curatela fallimentare”, conclude la nota.

E si avvicina la la data del 6 luglio quando il Consiglio di Stato si dovrebbe finalmente esprimere in merito al ricorso contro la decadenza della concessione demaniale emessa dal Comune a carico della Porto di Imperia Spa. Nella stessa data si terrà anche un’udienza in Corte di Appello a Genova, sempre relativa al porto. Alla Corte di Appello si è infatti rivolta Imperia Sviluppo, la compagine di imprenditori locali capitanata da Gianfranco Carli, socia della Porto Spa, che chiede la sospensione del procedimento di liquidazione della società almeno fino a quando la Corte di Cassazione non si sarà espressa in merito al ricorso contro il fallimento della stessa Spa.

Il fallimento, disposto dal Tribunale di Imperia, era infatti già stato annullato in Appello e si attende ora il parere definitivo della Cassazione. Se l’annullamento fosse confermato la Porto di Imperia Spa tornerebbe “in bonis”. Il che vale a dire che non sarebbe più fallita e i curatori dovrebbero affidarne di nuovo la gestione ai titolari della stessa. Da qui la volontà dei privati di bloccare ogni tentativo di vendita del bacino prima della pronuncia della Cassazione. Una situazione intricata, considerato che fra i soci della Porto di Imperia Spa c’è anche lo stesso Comune.

 

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