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Gabriele, tifoso juventino di Imperia riavvolge il nastro: “Responsabili il questore, il prefetto e il sindaco” fotogallery

Una ricostruzione lucida di quanto accaduto tre sere fa in piazza San Carlo tra negligenze e poca sicurezza

Imperia. Difficile dimenticare. Se chiude gli occhi vede ancora quelle le immagini agghiaccianti del sangue e delle persone ferite dai vetri. Nelle orecchie ha ancora il suono delle urla disperate di chi ha perso i figli e quel rumore di vento forte provocato dallo spostamento d’aria della gente che corre sui vetri, come se un camion travolgesse tutto e tutti.

Gabriele Comiotto, imperiese, col cuore bianconero, ricorda quei drammatici momenti di piazza San Carlo a Torino durante la finale Real Madrid-Juventus. Tre giorni dopo, a sangue freddo, indica quelli che secondo lui sono i responsabili di questa carneficina: “Se qualcuno ha urlato bomba o cose simili generando il panico deve essere incriminato per procurato allarme e terrorismo, ma le responsabilità maggiori restano al prefetto, al questore, e al sindaco, qui devono saltare delle teste”.

La sua ricostruzione è limpida, chiara, non influenzata da quello che hanno scritto i giornali o dalle notizie trasmesse alla tv. Gabriele era lì con altri amici partiti da Imperia e tornato a casa domenica mattina. Può considerarsi un miracolato dopo quello che è successo in centro nel capoluogo piemontese.

“Piazza San Carlo è stata trasformata in una gabbia, essendo chiusa ai lati da portici e palazzi, gli unici accessi erano transennati in cima e in fondo alla piazza, una volta dentro era quasi impossibile uscire non essendoci vie di fuga pur avendo previsto la presenza di circa 40.000 persone – racconta – Lo schermo era uno solo e piccolo, ma la cosa più geniale era il posizionamento, troppo basso, dalla mia posizione, circa a metà della piazza era impossibile vedere, questo ha fatto in modo che le persone si ammassassero il più vicino possibile allo schermo, oltre a quelle che si sono arrampicate ai lampioni, alla statua e sui tetti delle edicole in modo da poter vedere. Il Comune di Torino si è giustificato, lavandosene le mani, dicendo di aver dato la gestione dell’organizzazione ad una società esterna che aveva già organizzato la visione nella stessa piazza e nello stesso modo della finale nel 2015, ma non è vero, perché nel 2015 gli schermi erano due che dividevano la piazza a metà ed erano più alti, non ero presente nel 2015 ma da foto trovate su Internet sembra ci fossero persino delle vie di fuga”.

Secondo il tifoso juventino ci sono anche gravi lacune nel sistema dei controlli e della sicurezza: “Zero, per circa 40.000 persone c’era una sola ambulanza, la polizia presente era rappresentata da un paio di macchine alle entrate della piazza, con circa 6-8 unità in totale, alle transenne un paio di personaggi probabilmente della Protezione Civile che non controllavano quasi nulla, entrato con uno zaino poco più di un’ora prima della partita la sola cosa che mi è stata chiesta è cosa avevo nello zaino senza nemmeno farmelo aprire. Ho letto post su Internet di persone entrate molto prima a cui sono state sequestrate bottiglie di vetro, ma non posso confermare avendo visto di tutto dentro, fumogeni, bottiglie di vetro.

Per Gabriele “l’errore più grande, il motivo per cui ci sono stati tutti questi feriti, alcuni gravi e il motivo per cui poteva esserci una strage una volta che si è scatenato il panico sono stati l’alcol e i vetri. Intanto ad eventi di tale portata, in una piazza con migliaia di persone la vendita di alcolici bisogna vietarla, ma soprattutto bisogna vietare il vetro. Oltre a mancare l’ordinanza del divieto di vendita di alcolici in vetro, erano presenti, in accordo con le forze dell’ordine e mi viene da pensare anche con il Comune, venditori abusivi con carrelli della spesa e altri tipi di carrelli con migliaia di bottiglie di birra in vetro, vendute a 5 euro l’una, tutto ciò ha trasformato la piazza in un pavimento di pezzi di vetro, un vero e proprio mattatoio… Chiudete 40.000 persone in una gabbia fatta da pezzi di vetro e bottiglie in frantumi, e versate litri e litri di birra, avrete lo stesso effetto di Piazza San Carlo”.

Ancora una riflessione: “Sarò molto polemico nonostante molti possono pensare che un evento sportivo come una finale della propria squadra sia un’occasione di festa, non è possibile portare in una piazza bambini con il passeggino, bambini di 4-5 o 6-7 anni tenuti per mano, o ancora messi in quelle tasche tipo canguro, è una cosa inconcepibile perché nella massa e nella calca di gente un bambino si può perdere o ti può scappare anche se non succede niente, magari in un attimo di distrazione o nell’esultanza di un gol, o semplicemente perché ti lascia la mano per giocare con altri bambini presenti. I bambini li puoi portare allo stadio, dove ci sono i controlli, e dove si è seduti e ci si può godere una partita o una festa. Non scorderò mai i passeggini visti volare e le urla strazianti di chi aveva perso i propri figli, ma ci vuole buonsenso”.

E la responsabilità di tutto ciò? “Non è di certo di quello che hanno fermato e messo alla gogna per poi scagionarlo, nel video si crea il vuoto intorno ma solo dopo lui allarga le braccia cercando di calmare gli animi, qualcosa è successo, in un video ripreso dall’alto si sentono due colpi, due scoppi, ci sono tanti che dicono di aver sentito dei petardi, io da lontano, prima di essere travolto e scappare ho visto del fumo. Se qualcuno ha urlato bomba o cose simili generando il panico deve essere incriminato per procurato allarme e terrorismo, ma le responsabilità maggiori restano al Prefetto, al Questore, e al Sindaco, qui devono saltare delle teste”.

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