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Far sopravvivere l’Università di Imperia, imperativo per la Provincia ma i costi sono alti

Un consiglio provinciale ad hoc sarà fissato entro il prossimo mese di luglio

Imperia. Come un paziente in rianimazione. Si tiene in vita collegato ad un polmone artificiale. I soldi garantiti dagli enti pubblici sono importanti, ma è sempre più difficile assicurarli.
“L’Università è un patrimonio da salvare per il nostro territorio e per i nostri giovani. In particolare il corso sul turismo – ha detto il presidente Fabio Natta – E auspico che siano convocati al più presto degli incontri allargati con le istituzioni”. Il tema è stato affrontato al quarto punto all’ordine del giorno relativo alla revisione straordinaria delle partecipazioni della Provincia di Imperia. Alberto Biancheri, sindaco di Sanremo, nel suo intervento ha precisato: “Per l’Università abbiamo accantonato 250 mila euro, ma un altro milione di euro è stato accantonato per Area24. Ma – ha detto chiaramente Biancheri – diventa sempre più difficile gestire la situazione con le esigue risorse finanziarie a disposizione. Credo che un incontro con la Regione sulla questione Università sia doveroso”.

consiglio provinciale

Il presidente Natta, dal canto suo, ha anticipato che “un consiglio provinciale ad hoc su Ato idrico, così come sull’Università sarà convocato per il prossimo mese di luglio. Così come ritengo sia doveroso fissare un incontro ufficiale a breve con la Regione per capire come continuare a tenere in vita l’Ateneo. A proposito di risorse – ha proseguito Natta – la Provincia ha versato 630 mila euro, quota garantita sia nel 2015 che nel 2016”. Tra l’altro lo stesso presidente ha anche annunciato “una stretta della cinghia per razionalizzare ulteriormente le spese dell’ente”.

E sugli obiettivi annuali e pluriennali delle società controllate l’indirizzo dell’amministrazione provinciale è quello di razionalizzare le spese. Sulla revisione del Piano dell’area omogenea imperiese per la gestione integrata de ciclo dei rifiuti, in esito alle osservazioni emerse in fase di “scoping”.

La Provincia ha dovuto in sostanza approvare le integrazioni al piano varato lo scorso anno per poter procedere alla Vas. Tra i criteri richiesti la definizione delle iniziative di project financing che si concluderanno nel 2020. Un percorso che s’incastra con il tema del lotto 6 e della differenziata che dovrà essere messa in moto con il raggiungimento di una quota attorno al 65 % così come richiesto dalla legge. Situazione che garantirebbe l’autonomia completa nella gestione dei rifiuti in provincia.

Sulle variazioni al bilancio di previsione 2017 in esercizio provvisorio la Provincia ha assicurato quote di finanziamento su Tpl ed edilizia scolastica in particolare sull’Itis.

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