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Diano Marina, “turista” serbo-montenegrina arrestata dopo l’arrivo in albergo: latitante dal 2015

La donna, in stato di gravidanza, e’ stata immediatamente condotta presso il vicino nosocomio per ricevere le cure del caso e, successivamente, è stata sottoposta alle procedure di fotosegnalamento

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Diano Marina. J.D., cittadina serbo-montenegrina, classe ‘86, e’ stata tratta in arresto, nella mattinata di ieri,  dalla squadra volante.

La donna, arrivata a Diano Marina insieme alla famiglia proprio ieri mattina, ospite di un albergo del posto, all’atto del check-in ha fornito un suo documento di riconoscimento.

E’ stato sufficiente per l’albergatore comunicare i dati della cliente al sofisticato sistema informatico della polizia di Stato, così come prescritto dalla legge, che in pochi secondi il nome ed il cognome della “turista” sono stati elaborati dal “data base” della Questura e segnalati ad uno degli equipaggi in servizio di controllo del territorio.

A seguito dell’alert giunto direttamente alla centrale operativa delle telecomunicazioni della Questura di Imperia, infatti, gli agenti della Questura si sono prima recati presso la struttura alberghiera e, subito dopo, hanno provveduto a condurre presso gli uffici di piazza del duomo la cittadina straniera.

A carico della donna, pluripregiudicata, e’ risultato pendere un ordine di esecuzione di carcerazione emesso dalla procura della repubblica di Roma già dal 2015 e non ancora eseguito a causa  della irreperibilità della catturanda.

Alla base della condanna definitiva, i numerosi furti commessi dalla donna, tutti avvenuti tra Roma, Venezia, Milano, Torino e Cervia (Ravenna) e per i quali e’ stata condannata alla pena di 4 anni, 7 mesi e 20 giorni di detenzione.

La donna, in stato di gravidanza, e’ stata immediatamente condotta presso il vicino nosocomio per ricevere le cure del caso, accertare il suo stato di salute e, successivamente,essere sottoposta  alle procedure di fotosegnalamento.

Compiutamente identificata, e’ stata immediatamente tradotta nel carcere di Genova dove dovrà scontare una lunga condanna

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