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Diano Marina, “io, Massimiliano difendo la scuola per i miei bambini”

Un maestro, sfinito da due anni di tentativi di collaborazione andati a vuoto, che chiede solo un po' di aiuto

Diano Marina. “Mi chiamo Massimiliano Basteris. E a questo punto sarò già accusato da qualche collega di mania di protagonismo, ma si capirà perchè sono obbligato a firmare questa lettera”.

Lui è un maestro della scuola primaria. Insegna a Villa Scarsella e ci tiene subito a precisare che non appartiene ad alcun schieramento politico. Di certo è un insegnante che ama la sua professione e insegna, con impegno e amore, a far crescere i suoi ragazzi.

“Non sono di Diano Marina, ma da tre anni insegno a Villa Scarsella, scuola primaria statale, ed ho imparato ad amare questo posto. Anche perchè per me insegnare storia e arte in questo gioiello è un grande piacere”. Inizia così una lettera aperta che a leggerla fa stringere il cuore e toglie il fiato. E’ l’emblema dell’insegnante che davvero ama la “buona scuola” e che cerca di difendere istruzione e amore per i bambini. “Nonostante da due anni io ne sia fiduciario e la scuola abbia affrontato svariate difficoltà, con i miei colleghi, la loro professionalità e caparbietà, li abbiamo sopportati e risolti senza chiedere nulla alla comunità – scrive – Naturalmente questo richiede uno sforzo in più (anche solo dover ogni estate “impacchettare” la scuola per ospitare il centro estivo, per garantire uno splendido luogo dove trascorrere l’estate ai nostri stessi ragazzi, e doverla riattivare a settembre), che non viene riconosciuto né a parole né nei fatti”.

Ma qualcosa a Villa Scarsella non funziona perché Massimiliano Basteris lo fa emergere sperando che qualcuno, come lui, si prenda a cuore la questione. “Ciò che mi stupisce però è come di questa scuola di eccellenza, a tempo pieno, con ampi spazi esterni, attività all’avanguardia, praticante efficacemente l’accoglienza e il multiculturalismo, non sembri importare molto alla comunità dianese!
Vi studiano i figli di Diano Marina, che ne rappresentano il futuro, ma alle associazioni che la usano durante l’estate per le manifestazioni non sembra importare (l’estate scorsa era stato chiesto di elargire modeste offerte per la scuola, a fronte degli spazi utilizzati: la scuola come camerino, gabinetto e deposito; il palco all’interno del parco tutto l’anno, ma non è stato raccolto nulla!).
I pochissimi operai del comune che sopravvivono all’estinzione vengono gestiti con parsimonia , e la nostra scuola non sembra costituire una priorità (a distanza di settimane da quando è stato richiesto il taglio delle erbacce e la pulizia del parco, è stata tagliata la palma pericolante al centro del cortile il giorno stesso della festa di fine anno (!) mettendone a rischio la realizzazione , la pattumiera è rimasta mentre le erbacce sono state tagliate oggi (ultimo giorno di scuola!!!), e i fil di ferro pericolosi ieri, penultimo giorno di scuola”.

Scrive ancora Basteris: “Nell’appalto per la nettezza urbana non è stato compreso il parco, per cui da almeno due anni (!) gli operatori ecologici non possono venire a pulirlo, anche se ogni giorno il parco dopo le 16.30 è pubblico. Si può osservare come la messa in sicurezza del parco (reti, palco, sporgenze pericolose) non sia stata realizzata. Per dodici mesi, e tuttora, siamo stati “prigionieri” dei ponteggi e senza persiane, e come si può vedere non è stata restaurata la facciata, anche se è stato almeno messo in sicurezza il tetto (un solo mese circa di lavoro). Amiamo la nostra scuola, perchè è bella e ospita i vostri figli e nipoti, perchè qui nasce il futuro di Diano Marina e dell’Italia e l’integrazione si costruisce qui, i problemi sociali si risolvono qui, con l’investimento in cultura e prevenzione. Però è necessario che ognuno faccia il proprio dovere. Mi sono limitato a scrivere quello che è di dominio pubblico, omettendo quello che in qualità di fiduciario è riservato dal rapporto con la dirigenza, che continua a collaborare con l’amministrazione comunale confidando in una risposta ai nostri problemi. Da parte mia chiedo a titolo personale, sfinito da due anni di tentativi di collaborazione andati a vuoto, solo un po’ di aiuto per dimostrare ai bambini con i fatti che secondo tutti noi la scuola è importante, altrimenti come faremo a convincerli quando non avranno voglia di studiare a casa?”.

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