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Detenuto straniero aggredisce agente in carcere a Sanremo, la preoccupazione del Sappe

Sappe "Bisogna rivedere il sistema penitenziario della Liguria"

Sanremo. Un detenuto straniero, ristretto presso la casa di reclusione di Sanremo, ha tentato di aggredire l’unico agente di servizio nei reparti detentivi, rincorrendolo con un’arma rudimentale. “Una brutta storia – commenta il Sappe della Liguria – forse per il direttore è una cosa normale ma lui non lavorando a stretto contatto con i detenuti poco o niente sa dell’attività svolta dalla polizia penitenziaria. L’episodio odierno vede un giovane detenuto di origine marocchina, forse appartenente all’area ISIS, il quale all’uscita della doccia ha tentato di aggredire l’agente addetto alla vigilanza che il giorno precedente lo avrebbe richiamato. Proprio il giorno precedente quel detenuto ha dato sfogo alla sua aggressività mediante un’azione di protesta, ed oggi ha cercato di colpire con un’arma rudimentale quell’agente che lo avrebbe richiamato. L’agente è riuscito a scampare all’aggressione grazie all’intervento di un secondo collega che ha prontamente aperto il cancello di sbarramento mettendolo così in sicurezza. Solo successivamente il detenuto è stato condotto alla ragione ed è stato isolato. Una dinamica strana alla quale farà chiarezza l’indagine interna della polizia penitenziaria. Il Sappe della Liguria interviene sull’episodio manifestando preoccupazione per quanto accaduto consapevole che l’episodio avrebbe potuto avere un tragico epilogo; ricordando che più volte si è chiesto di rivedere l’organizzazione di quell’istituto ormai basato su vecchi criteri e dove il personale opera in assenza di sicurezza per la propria incolumità. “Le nostre proteste, purtroppo, non trovano la condivisione della direzione e dei vertici dell’Amministrazione. Sanremo in numeri: 215 detenuti 114 stranieri e 101 italiani – 76 agenti di Polizia Penitenziari mancanti. I 154 agenti presenti devono assicurare tutti i servizi dell’istituto. Dall’inizio dell’anno i 9 episodi di aggressione, 57 autolesionismi, 4 danneggiamenti, 11 manifestazioni di protesta, 5 tentati suicidi, 17 azioni contro il personale una rissa ed un incendio doloso, danno l’idea esatta dell’entità di pericolo di quell’istituto, al quale non corrisponde la volontà di intervento e cambiamento. Tutto questo grava sulla polizia penitenziaria– continua il Sappe– bisogna rivedere tutto il sistema penitenziario della Liguria e non solo la terminologia o i metri quadri di una cella, il rispetto della dignità dell’uomo in cella passa attraverso la capacità di poterlo supportare con esperti, personale qualificato e strumenti adeguati. In Liguria notiamo un’assenza di attenzione da parte dei vertici torinesi geograficamente troppo distanti dalla Liguria. In conclusione – continua il SAPPe – oggi non vogliamo più contare i quotidiani eventi critici che potrebbero essere evitati sperando di non raccontare eventi più gravi, in tal caso le colpe non dovranno essere addossate al poliziotto di turno ma a chi oggi manifesta indifferenza. Nel frattempo attendiamo il prossimo evento critico”.

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