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Da oltre 100 nell’82 a meno di 40 oggi. Crollo di volontari ad Avo Sanremo

A perderci non è solo la città ma tutta la società universalmente intesa

Sanremo. Quando una città perde la consapevolezza che il bene e il sorriso dispensati tornano indietro come un boomerang riempiendo di senso la vita e aumentando la qualità del territorio, non ha perso solo la città ma tutta la società universalmente intesa. Ecco perché l’esser passati dal 1982, anno della costituzione locale, da un iniziale gruppo di oltre un centinaio di volontari all’attuale quarantina scarsa per i vertici dell’associazione Volontari Ospedalieri AVO Sanremo è una stretta allo stomaco.

“E’ vero che tutte le attuali realtà del terzo settore stanno patendo un crollo dei propri volontari a causa di esigenze più pressanti con le quali ognuno  si trova ogni giorno a fare i conti. Ma ormai noi siamo davvero pochi, troppo pochi per riuscire a coprire tutti gli ambiti e confortare tutti i degenti” spiega amareggiato Renzo Pighi, presidente Avo Sanremo che svolge la sua attività benefica nei reparti di Medicina 1 e 2, Neurologia, Traumatologia, Cardiologia, Chirurgia, OBI Giannoni (infettivi) , Oncologia, Pronto Soccorso con il carrello accoglienza e alla casa di riposo Casa Serena a Poggio.

Il nostro compito è stare vicino al malato al posto di un familiare che a volte non c’è, oppure aiutare i parenti stessi in caso di particolari situazioni emotivamente forti. Piccoli gesti che si devono aggiungere non tanto al parlare ma alla dote dell’ascolto e della discrezione” commenta con dolcezza la vice Marisa Cimiotti Saponaro - La nostra, una presenza amica nella sofferenza e nella solitudine, con un servizio qualificato, organizzato e completamente gratuito. L’ammalato desidera avere vicino qualcuno che lo accolga e lo ascolti. E l’ascolto è una virtù fatta di umiltà, attenzione e soprattutto amore.  Questo può sembrare difficile, ma l’ammalato capisce chi lo avvicina con il solo scopo di offrire amicizia e sincerità. Ecco allora che il volontario fa quello che farebbe un parente, un amico”. Per fortuna, un recente accordo Avo con Asl permette che i volontari possano anche dar da mangiare ai degenti, supportando così il personale ospedaliero laddove si riscontrino temporanee necessità o lacune.

Qualsiasi volontario che decide di donare il proprio tempo agli altri lo fa quasi sempre spinto da motivazioni  intime e profonde, spesso scaturite da esperienze dolorose, quelle che permettono di comprendere e dare valore alla vita. Così è successo anche a Renzo Pighi, entrato nel mondo Avo sulla spinta emotiva di volontariato esplicato attivamente già negli anni ’80 nei viaggi di pellegrinaggio con i malati a Lourdes, e per Marisa Saponaro in cui l’altruismo è prima di tutto insito nel suo essere e che, dandosi agli altri tramite Avo, ha tentato di colmare una straziante e innaturale perdita familiare. Così fu anche per Erminio Longhini, il medico che nel 1975 a Milano fondò la prima Avo (che costituì poi le fondamenta dell’associazione nazionale Federfavo) in risposta ad un paziente la cui richiesta di un bicchiere d’acqua rimase inascoltata da parte di un’inserviente.

Avo Sanremo organizza corsi di formazione per gli aspiranti volontari che in seguito potranno iniziare il servizio con un volontario ‘anziano’.  E proprio il prossimo 6 giugno, alle ore 16 presso la sede Avo Sanremo in Corso Orazio Raimondo 75, si terrà un incontro di formazione destinato a tutti i volontari, tenuto da Franca Parodi caposala del reparto di medicina 2 dell’Ospedale di Sanremo. Il servizio AVO si svolge una volta alla settimana, indicativamente al mattino, dalle ore 10 alle 13, oppure il pomeriggio, dalle ore 17 alle 19.30. Per assicurare la presenza continua giornaliera, si organizzano turni.

In tutta Italia Avo è presente con 254 sedi e circa 30 mila volontari. Una grande forza positiva che vale la pena conoscere e farne parte, perché far del bene fa bene.

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