Riviera24.it - Notizie in tempo reale, news a Imperia e Sanremo di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Cervo e il numero “100”, anziani e barocche ipotesi

Più informazioni su

Cervo.  Cento gradini. Cento vedove. Cento frantoi. Su questo numero “cento” i nostri anziani Cervesi formulavano da voci e scritti lontani molte “barocche” ipotesi.
Una era quella legata al passaggio dei romani, i quali dopo aver costituito la loro “mansio” divisero il territorio in centurie agrimensorie.

L’agrimensura è la parte della topografia che riguarda la misura planimetrica di superfici agrarie.
A Cervo la “mansio”, era una fortificazione sede di una guarnigione permanente che aveva il duplice compito di proteggere le carovane e di controllare politicamente gli infidi indigeni appena soggiogati. Dice lo storico Svetonio che queste mansioni erano distribuite lungo la strada “per opportuna loca”; e la vetta del colle su cui sorge oggi il castello di Cervo era appunto uno di questi luoghi opportuni sia per la sua elevata posizione strategica, sia per la relativa vicinanza del villaggio degli infidi Ingauni che potevano così essere agevolmente tenuti d’occhio oltre che fornire servizi e mano d’opera, sia per le sorgenti delle Morene che qui vicino scaturiscono, sia infine per i due moli naturali del Porteghetto e del Pilone che offrivano un facile sicuro approdo anche ad imbarcazioni di notevole stazza.

Altra ipotesi che si riportava sulle banchette, sempre risalente all’epoca del dominio romano, si riferiva a cento iugeri, che sarebbe la porzione di territorio assegnato ai coloni all’epoca.

Nel dialetto locale “iugero” si diceva nel tempo “all’usu”. Lo iugero (dal latino iugerum) era un’unità di superficie agraria utilizzata dai Romani. Lo iugero equivaleva all’area di terreno che era possibile arare in una giornata di lavoro con una coppia di buoi aggiogati (di qui l’etimologia da “iugum”, cioè “giogo”.
Altra suggestiva ipotesi si rifà ai Druidi e Celti col mistero che c’è dentro la Liguria.

Difatti il primo nucleo abitato risale al 1000 a.C. e i sacerdoti dei Celti fecero costruire obelischi in pietra per il loro culto. Ai Celti si affiancarono i Liguri tre secoli dopo, fino all’occupazione di Roma che trasformò il sistema difensivo degli antichi abitanti in moderna barriera militare.
Celti storpiato in celto, poi cento (in dialetto sentu) ed ecco che il numero torna e ritorna tra leggenda, mito e storia come punto di misura e riferimento.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Riviera24.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.