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Bussana Vecchia pericolosa per i turisti, non per i residenti: paradosso del demanio. 30 milioni per il risanamento video

Senza aver messo in sicurezza una sola tegola il demanio batte cassa ai residenti. Se il borgo non è sicuro andrebbe evacuato, responsabilità in capo al sindaco

Sanremo. 30 milioni di euro. E’ questa la cifra stratosferica, stimata per difetto, che secondo gli uffici comunali servirebbe per sistemare il borgo di Bussana vecchia. Una cifra che probabilmente il comune non potrà mai impegnare in un’opera che andrebbe alla fine a privilegiare una parte esigua di cittadini, non tutti sanremesi, che da anni occupano senza titolo il villaggio. Per avere un quadro preciso occorrerà aspettare il progetto affidato ad un professionista esterno.

Cosa può succedere nel frattempo?

Nella babele amministrativa che negli anni ha consentito di radicalizzare situazioni completamente abusive, fornendo luce pubblica, acqua potabile e allaccio alla rete fogniaria, tutti servizi per i quali sarebbe stata necessaria una regolarità edilizia che non può esistere per motivi storici, spunta ora una novità che può servire a capire quali problemi l’Agenzia del Demanio sta rovesciando sul comune di Sanremo.

Il borgo è a tutt’oggi di proprietà del demanio, cioè dello Stato. Forte delle recenti sentenze in tal senso il demanio, senza mettere in sicurezza una sola tegola, batte cassa chiedendo agli “occupanti senza titolo”, come vengono definiti i residenti, dieci anni di arretrati. Una somma che potrebbe, il condizionale è d’obbligo, consentire una successiva regolarizzazione degli immobili qualora andasse in porto il progetto di riqualificazione a spese del comune.

In pratica, prima di cedere gratuitamente il borgo al comune lo Stato prova a far cassa rivendicando somme dagli occupanti che ha ignorato per trent’anni e più, sorvolando sulla situazione di pericolo e limitandosi a sollecitare l’intervento dei sindaci di turno.

Ma la parte che più evidenzia la nebbia amministrativa che da sempre avvolge il borgo, è un’altra: il demanio ha contestualmente consigliato al comune di revocare le licenze alle attività commerciali, di ristorazione e alberghiere insediatesi nel borgo al di fuori di ogni regolamentazione. La motivazione? Oltre alle irregolarità rilevate anche dalla Guardia di Finanza, tali attività, una ventina circa, richiamano nel borgo “soggetti terzi”, cioè i turisti, che si trovano esposti a pericoli dovuti alla “criticità sismica” che evidentemente può avere effetti disastrosi all’interno degli edifici ma anche nelle stradine circondate da rovine pericolanti.

Il paradosso è evidente: i residenti non sono forse esposti tutti i giorni, e in misura maggiore, agli stessi pericoli? E i turisti che decidessero di visitare lo stesso il borgo, anche senza fermarsi a mangiare o a comprare un ricordino, non sarebbero anche loro a rischio?

E’ chiaro che se un pericolo c’è, c’è per tutti e in ogni momento: in tal caso il borgo dovrebbe essere evacuato.

Ora che il demanio ha chiesto un intervento di questo tipo, il sindaco potrebbe trovarsi a dover evacuare gli abitanti del borgo e a chiudere gli accessi, sopratutto nel suo interesse oltre a quello della collettività. Da sempre, come sanno bene i sindaci che si sono alternati in cinquant’anni in comune, se fosse caduta una tegola in testa ad un turista la responsabilità sarebbe stata del sindaco, in quanto istituzionalmente responsabile della situazione: ora con l’intervento del demanio non si può più far finta di niente.

In definitiva, toccherebbe al demanio, attuale proprietario, decidere le sorti dei residenti e intervenire sul fronte della sicurezza, procedendo eventualmente all’evacuazione. Tutto però è molto complesso e il demanio ha pensato bene di passare la patata bollente proprio al comune e in definitiva al sindaco, senza però rinunciare a fare cassa sugli attuali abitanti.

A questo punto il sindaco Alberto Biancheri potrebbe cogliere la palla al balzo: un suo intervento nel borgo non equivarrebbe più ad una scelta politica impopolare ma risponderebbe a precise esigenze di sicurezza avanzate dallo Stato, un avvertimento che non si può più ignorare.

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