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Abbattevano a colpi d’auto colonnine dei distributori self-service, ma nessuno ha mai sentito nulla: la perplessità del procuratore

Solo in un caso, i carabinieri sono stati avvisati del furto in atto: a telefonare al 112 è stato un kebabbaro

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Imperia. Tra il settembre e il dicembre scorso hanno commesso colpi per un ammontare di diverse migliaia di euro, sfondando le colonnine dei distributori self-service di diverse stazioni di benzina o assaltando cambiamonete e slot-machine. Furti con “spaccata”, come si dice in gergo, che implicano un rumore prolungato: nessuno, però, si è mai accorto di nulla.

Operazione trait d'union

“Esprimo la mia perplessità”, ha dichiarato il procuratore capo di Imperia Grazia Pradella, “Non è mai giunta una segnalazione dai residenti, eppure i furti si sono verificati in zone abitate. Nessuno, però, pare si sia mai accorto di nulla”.

Nella notte, i tre uomini, ognuno con un compito ben specifico, agivano indisturbati, ben sapendo che il loro riconoscimento sarebbe stato difficile: il loro volto, infatti, era travisato da un passamontagna nero.
Colpi importanti, quelli compiuti dai fratelli Luca e Franco Liberato e da Massimo Stella, nato a Bordighera ma residente a Pavia. Tre professionisti dello “scasso” che avevano messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio. In un solo caso, all’interno della colonnina self-service, avevano rubato 12mila euro.

Ma nonostante il frastuono provocato squarciasse il silenzio della notte, mai il centralino dei carabinieri ha ricevuto una telefonata che avvisasse della presenza della banda criminale. Solo in un caso, in realtà, si è rotta la cortina di silenzio, quando un venditore di kebab ha sorpreso i malviventi in azione in via Matteotti a Imperia e, grazie alla sua segnalazione, i carabinieri sono riusciti a sventare l’ennesimo colpo dei tre professionisti.

Un gruppo, quello formato dai fratelli Liberato e da Massimo Stella che, come sottolineano gli inquirenti, “si stava evolvendo. I tre stavano infatti pianificando reati più gravi: rapine, furti in abitazione e furti in strutture sanitarie per anziani, desunti dall’esecuzione di mirati sopralluoghi al di fuori della normale zona di frequentazione dei sodali. I “piani” sono, grazie all’operazione di oggi, rimasti teoria”.

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