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Ventimiglia, i ragazzi del Liceo Aprosio a lezione di legalità con Rocco Mangiardi e i genitori di “Dodò” fotogallery

Musica, foto, video e le toccanti testimonianze sulla mafia hanno fatto riflettere i presenti

Ventimiglia. Questa mattina il Liceo Aprosio di Ventimiglia con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Ventimiglia e di Libera ha promosso “Il silenzio Uccide” per la giornata contro le mafie.

Riviera24 -Liceo Aprosio a lezione di legalità

“Quest’iniziativa fa parte naturalmente di tutti i progetti di legalità che sono stati organizzati dal Liceo attraverso noi docenti di diritto e di potenziamento – spiega la professoressa Patrizia SambucoCi piaceva coinvolgere gli studenti in un argomento così delicato come quello della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, per cui abbiamo avuto la possibilità di contattare i coniugi Gabriele e naturalmente Rocco Mangiardi, che si sono resi disponibili a lasciare una testimonianza ai nostri ragazzi del liceo. Con la condivisione del dirigente scolastico abbiamo portato su questo evento, che sicuramente sarà interessante per loro ma anche per la cittadinanza, alla quale sarà rivolto un evento aperto oggi pomeriggio alla Sala del Chiostro dalle 15 alle 16″.

Nell’auditorium “Angelo Aprosio” dell’Istituto i ragazzi hanno aperto l’evento esibendosi in una bellissima performance alla presenza dei professori, del preside Monticone, della senatrice Donatella Albano, del sindaco Enrico Ioculano, di Maura Orengo dell’associazione Libera contro le mafie, del vice prefetto, del giornalista de La Stampa Giulio Gavino, dei rappresentanti dei carabinieri e della polizia.

“Le testimonianze di oggi ci raccontano delle scelte - afferma di preside del Liceo Aprosio – Questo progetto si basa sull’educazione alla cittadinanza che non è una materia scolastica. E’ trasversale e un’iniziativa come questa dà l’occasione di rendere la comunità più consapevole e attiva, inoltre dà speranza per un futuro migliore”.  Dopo i ringraziamenti del preside del Liceo Aprosio sono intervenute le autorità presenti: il vice prefetto, il sindaco di Ventimiglia e Maura Orengo dell’associazione Libera contro le mafie.

A rendere unico l’incontro è stata però la presenza dei testimoni e dei protagonisti della lotta alle mafie che con le loro parole, la determinazione, la volontà, portano avanti da tempo un messaggio di legalità di grande valenza sociale e civile.

Forti ed emozionanti le parole di Rocco Mangiardi, testimone di giustizia, l’imprenditore di Lamezia Terme che una decina d’anni fa si rifiutò di pagare il pizzo, di cedere alla logica criminale delle estorsioni per poter semplicemente lavorare e dare da lavorare a chi ne aveva bisogno.

Profonde le parole di Francesca e Giovanni Gabriele, mamma e papà del piccolo Domenico “Dodò” Gabriele che nel giugno del 2009 venne colpito mortalmente durante un agguato di mafia mentre stava giocando a calcetto con gli amici a Crotone. Vittima innocente della follia criminale. Le loro parole commosse sono servite per far capire e comprendere perché “il silenzio uccide”, perché l’omertà deve essere combattuta, perché vivere nella legalità è una regola di vita, un impegno del singolo e collettivo.

“Siamo qui oggi grazie a chi ci ha invitato a parlare di questa triste storia affinché siate esempio un domani per evitare che in futuro ci sia un altro Dodo. Bisogna rispettare gli altri essendo cittadini civili. Non dobbiamo rimanere nell’indifferenza, dobbiamo aiutare il più debole. Vi auguro un futuro roseo e ti poter continuare i vostri studi nei migliore dei modi. Facciamo il giro dell’ Italia nelle scuole perché i ragazzi sono il futuro. Andate avanti con i vostri sogni e che Domenico da la su vi protegga tutti. Nei vostri occhi vedo quelli di mio figlio ed è questa la forza che ci fa andare avanti e ci sostiene” – afferma la mamma di Dodò.

“Parlate con i vostri insegnati e scegliete una vittima di mafia da aggiungere al vostro registro di classe, così ogni volta che farete l’appello vi ricorderete” – afferma il papà di Domenico.

Infine è intervenuta la senatrice Donatella Albano, membro della commissione parlamentare antimafia, che ha raccontato la sua diretta esperienza con la mafia:

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