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Studentesse molestate alla fermata e sui bus della Rt, il caso finirà davanti al Prefetto - Riviera24
Il caso

Studentesse molestate alla fermata e sui bus della Rt, il caso finirà davanti al Prefetto

Salgono senza pagare il biglietto e i passeggeri regolari chiedono provvedimenti urgenti: "Arrivati al limite della sopportazione"

profughi bus

Imperia. Ore 7,45 fermata del pullman della “pensilina” lato monte. Due profughi molestano le studentesse che scendono dal pullman per andare a scuola al Ruffini e al Vieusseux. Molestie e apprezzamenti anche volgari rivolti anche quelle ragazzine in attesa di salire su altri bus diretti a Taggia e Sanremo. “Ciao bella che bel c… che hai. Ci vediamo stasera?”. La ragazzina, con cuffiette in testa e zainetto sulle spalle si allontana, ma le molestie continuano non solo alla fermata dell’autobus, ma anche a bordo del mezzo. I due ragazzi, senza timbrare alcun biglietto e quindi “clandestini” a  bordo, si siedono dietro di lei e continuano a fare apprezzamenti come se nulla fosse. Il conducente del pullman nulla può fare se non guardare la strada e rallentare in prossimità delle fermate.

Gli apprezzamenti, anche volgari, proseguono quando la studentessa scende dal bus ad Arma. I due profughi rivolgono apprezzamenti, anche pesanti, ad altre ragazzine che per evitare di essere raggiunte allungano il passo lasciandosi i due ragazzi di colore alle spalle.

La storia è stata segnalata alla presidenza della Riviera Trasporti che da pochi giorni ha un nuovo numero uno, Riccardo Giordano. E non è un caso isolato perché a sentire altri passeggeri che pagano regolarmente il biglietto, altri episodi di molestie alle studentesse e più in generale alle donne sole, si sono verificati anche alla stazione dei pullman di Sanremo. Tutti messi insieme saranno portati a conoscenza del prefetto Silvana Tizzano.

Migranti che cominciano a dare noie anche alla periferia della città di Imperia: parole volgari e pesanti vengono rivolte alle ragazze che abitano a Caramagna, ma anche a Castelvecchio. “Se solo ti azzardi a rispondere – dice la mamma di una giovane che ha assistito ad un episodio del genere – diventano aggressivi. Accoglienza vuole dire anche rispetto delle regole e delle persone. Evidentemente in città ci sono tanti ragazzi che non le conoscono e possono fare quello che vogliono. Qualcuno dovrebbe intervenire”.

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