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Senso di colpa, conoscerlo e sconfiggerlo

Quando appare la colpa la persona entra in una condizione di mancata percezione positiva di sé

Quando appare la colpa, la persona entra in una condizione di mancata percezione positiva di sé. Iniziando a rimproverarsi di “aver sbagliato qualcosa” o di “aver mancato in qualcosa “, scatenando quel che viene chiamato senso di colpa.

Il senso di colpa e’ un sentimento di autosvalutazione e si esprime sotto forma di autorimprovero, senso di responsabilità. Il senso di colpa può compromettere la vita di relazione e sociale di una persona e si manifesta con sentimenti di angoscia, tristezza, irritabilità, senso di impotenza e sconfitta. Il senso di colpa modifica l’immagine di sè, compromettendo sia l’autostima sia l’autoefficacia. Il senso di colpa ci porta continuamente a ripensare a come sarebbe potuta andare una situazione diversamente da come si è svolta.

Il processo che la determina e la mantiene è la ruminazione e un continuo riportare il passato nel presente tramite immagini e pensieri legati all’evento. Tutto questo ruminare porta a distaccarsi dalla realtà. Il meccanismo di colpa è un meccanismo della coscienza che ci rimprovera quando un pensiero o un’azione va contro i valori morali.

Uno degli assunti di base dell’educazione è quello di insegnare ai bambini ciò che è giusto e quello che è sbagliato. I genitori danno le regole, i bambini devono adeguarsi e rispettarle. Le norme vengono introiettate e fatte proprie, questo significa che non servirà più il rimprovero del genitore per far rispettare la regola, il bambino l’avrà fatta sua. Cosi il giudice esterno, il genitore, diventa un giudice interno , quello che Freud chiamò il Super Io.

Il senso di colpa si può sviluppare in diverse situazioni: senso di colpa nella depressione manifestandosi con un vissuto di indegnità e di svalutazione. La persona sente di non meritare ciò che ha, oppure avverte di non essere all’altezza di amore e comprensione. Si sente non degna di ottenere soddisfazioni e gratificazioni. E se li ha, si sente in colpa perchè non li merita.

Senso di colpa e lutto: un vissuto frequente di chi ha perso una persona cara è il senso di colpa per non aver fatto abbastanza: non aver amato abbastanza, non aver trascorso tutto il tempo possibile insieme.

Senso di colpa dei bambini figli di genitori separati: avviene quando non si spiega ai figli cosa sta accadendo, o quando sono messi in mezzo alle liti chiedendo loro, direttamente o indirettamente, di patteggiare per un genitore a scapito dell’altro. In questi casi i bambini sentono di essere responsabili della separazione poichè non capendo la situazione, compensano con la fantasia e, quella più frequente e’ proprio questa:”è colpa mia che non sono stato abbastanza buono, amabile.

Senso di colpa della vittima: è noto nella pratica clinica che, spesso, chi subisce una violenza si sente responsabile di ciò che è accaduto. E’ di difficile comprensione perchè mai dovrebbe sentirsi responsabile chi ha subito il fatto, anzichè chi lo ha perpetrato?

Il senso di colpa nasce dal timore di aver fatto qualcosa di sbagliato che ha polarizzato su di se’ l’attenzione del persecutore. E in ultimo, senso di colpa del sopravvissuto: incidenti, catastrofi che causano la morte di una o più persone: il sollievo per aver scampato la morte e il dolore per la sofferenza e la perdita di chi non ce l’ha fatta , possono generare questo “mostro” che è il senso di colpa per essere rimasto in vita.

Attraverso un percorso di psicoterapia si impara a gestire l’emozione negativa familiarizzando con essa, conoscendo e cercando di capire cos’è e come agisce. Cercare di cambiare prospettiva rispetto alla percezione soggettiva di ciò che è accaduto: questo significa modificare il giudizio su di sé passando dall’autocondanna ad un atteggiamento non giudicante modificando le idee irrazionali alla base del senso di colpa che ci permettono di esprimerci coltivando un immagine del se reale e non ideale.

Dottoressa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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