Processo alla “Arancia meccanica” di Ceriana, lo sciopero degli avvocati lo fa rinviare all’anno prossimo

Violenza sessuale, uccisione di animale, minaccia, percosse, rapina, detenzione illegale di armi: questi i reati contestati

Imperia. Detenzione di armi, minacce, rapina, violenza sessuale, un cane ammazzato con un colpo di fucile: per questi fatti sono stati rinviati a giudizio quattro sanremesi, che si sarebbero macchiati dei gravissimi reati tra l’aprile e il giugno del 2015. Il processo, a quella che sembra una vera e propria banda presa dal film “Arancia meccanica”, a causa dello sciopero degli avvocati dallo scorso 4 maggio è stato rinviato al prossimo primo febbraio. Quasi un anno e con gli imputati a piede libero

LA VICENDA
Le indagini, condotte dal nucleo operativo di Sanremo e dai carabinieri di Ceriana – dove si sono svolti i fatti – hanno portato alla sbarra un 58enne e il figlio 27enne, insieme ad altri due giovani: un 30enne ed un 24enne. Gli imputati sono accusati di aver minacciato di morte un romeno e di aver ucciso a fucilate il suo cane “per crudeltà e senza necessità”.
Ma la sfilza di reati che pesano sulle spalle dei quattro sanremesi, rimasti a piede libero in attesa che venga fissata la data di inizio del processo a loro carico, non finisce qui: i quattro uomini avrebbero rubato un set di canne da pesca del valore di circa 700 euro, una balestra e utensili vari. Questo sembrerebbe essere il minore dei fatti commessi da quella che si potrebbe tranquillamente definire una vera e propria “banda” criminale.

I quattro complici avrebbero continuato, per circa tre mesi, a molestare la vittima designata, la sua compagna e un terzo uomo (tutti romeni) arrivando a minacce di morte. “Ti taglio una mano e la testa con un’accetta”: queste le parole proferite dagli imputati.
Uno dei quattro, inoltre, avrebbe sollevato con forza la compagna della vittima e, dopo averla sbattuta sul letto, avrebbe iniziato a baciarla e a toccarla, tentando di violentarla e rivolgendole parole di scherno: “Ti faccio un favore”. Solo la reazione della donna, che si è difesa con tutte le sue forze, ha impedito che si consumasse la violenza.
Senza scrupoli e senza pietà, i quattro sono arrivati ad uccidere un cane a colpi di fucile. Il fatto è avvenuto, tra l’altro, davanti a due fratelli minorenni, complici della “banda” criminale.

Altro capo di imputazione è la detenzione di una pistola semiautomatica di marca e modello sconosciuto: l’arma è stata utilizzata per minacciare di morte una seconda volta la vittima, alla quale la canna della pistola è stata infilata in bocca.

Violenza sessuale, uccisione di animale, minaccia, percosse, rapina, detenzione illegale di armi: questi i reati di cui dovranno rispondere i quattro sanremesi quando, l’hanno prossimo, inizierà il processo contro di loro.